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Zaia: «Sci e nuoto non ci bastano dichiaro guerra a Roma per i Giochi» PDF Stampa E-mail
Lunedì 24 Maggio 2010 08:33
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Da: Il Corriere del Veneto:

VENEZIA — La bocciatura di Venezia alla candidatura per i Giochi olimpici del 2020 è diventata a tutti gli effetti un caso politico. Lo lasciano intendere le parole che usa il governatore Luca Zaia, più che mai intenzionato a dichiarare guerra a Roma se non si troveranno al più presto adeguate contropartite e importanti coinvolgimenti del Veneto in eventi sportivi e non. Per intenderci, non bastano affatto l’impegno del premier Silvio Berlusconi a sostenere la candidatura di Cortina d’Ampezzo per i Mondiali di sci del 2015 (vedi articolo nella pagina a fianco) o la «promessa» romana dei Mondiali di nuoto a Venezia nel 2013. «Non avevamo dubbi - dice infatti Zaia - che il governo avrebbe tifato per Cortina, perché si tratta di una località unica al mondo, un connubio perfetto tra lo spettacolo dello sci e la bellezza delle nostre montagne. E non dubitiamo che questa candidatura sarà sostenuta trasversalmente da tutta la politica italiana. Voglio però precisare che la scelta di Cortina non deve essere letta nell’ottica della vicenda Olimpiadi 2020».

Presidente, quindi non le bastano i Mondiali di sci? «Assolutamente no». E quelli di nuoto del 2013 a Venezia? «Sapevo già da tempo che li avremmo avuti, ma non bastano nemmeno questi».

E allora, cosa vuole? «Voglio che la parte acquatica dei Giochi del 2020 si svolga in Veneto, con Venezia come punto di riferimento. Mi riservo di incontrare a stretto giro i vertici del Coni per trovare una positiva soluzione politica alla questione».

Presidente, le hanno già detto che non è possibile... «Mi hanno detto che il Cio (Comitato olimpico internazionale, ndr) è contrario e mi hanno citato anche un preciso articolo. Si sono dimenticati di dirmi che il successivo comma recitava che è possibile dislocare qualche disciplina sportiva se la scelta è motivata. Per cui, io non mi arrendo».

Perché? «Perché io è dal giorno in cui mi sono insediato a Palazzo Balbi che ho chiesto al sindaco di Roma Gianni Alemanno di presentare una candidatura unica Venezia-Roma per le Olimpiadi del 2020. Non sono stato ascoltato...».

E Venezia ha perso... «Non lo nego, siamo usciti massacrati dai giochi dei salotti romani».

Si spieghi meglio... «Noi veneti abbiamo ancora una volta dimostrato di essere bravi nella progettazione, nel lavorare, nel non battere mai cassa a Roma... ma poi basta un giro di té e biscotti e veniamo spazzati via, senza nemmeno essere presi in considerazione ».

A cosa si riferisce? «Mi sembra evidente che aver bocciato la nostra candidatura in giunta, senza nemmeno portarla al voto del consiglio del Coni sia equivalso a dire: "Cari veneti avete partorito una schifezza". E allora, siccome io i veneti li conosco e so che sono precisi come orologi svizzeri, a questi giochetti non ci sto più».

E quindi? «E quindi o Roma torna a miti consigli e ci garantisce che le discipline acquatiche dei Giochi olimpici si fanno a Venezia o comincia la guerra. Con la premessa che io a Roma vado almeno due volte la settimana e conosco bene certe manfrine».

Un’autenitica minaccia politica... «Lotta dura senza paura, mi creda. A Roma romperò le scatole su tutto, farò Catone il censore. Ad esempio, sui conti della capitale qualcosa da dire ce l’abbiamo... ».

Ma a Roma le risponderanno che c’è l’appoggio del governo per i Mondiali di sci a Cortina e quello del Coni per i Mondiali di nuoto a Venezia... «E io gli risponderò che non basta un osso con un pezzetto di carne attaccato per tacitarci. Io devo difendere l’onorabilità di quasi 5 milioni di veneti, che non possono e non meritano di essere liquidati come coloni».

Con chi gestirà questa delicata partita? «La gestirò da solo. Penso di rappresentare degnamente la squadra veneta e invito tutti quelli che si stanno muovendo a lasciar condurre al governatore le trattative. Voglio un tavolo con i vertici sportivi italiani a breve termine ».

Presidente, dalle Olimpiadi passiamo a Miss Italia. Visto che lei vuole portare la finale in Veneto, ieri l’hanno tirato in ballo su "Il Giornale" per un messaggino che ha ricevuto sul cellulare dopo la vittoria di una veneta... «Male non fare, paura non avere... Capisco che dopo 60 anni di organizzazione della fase finale e di fronte all’eventualità che il Veneto possa subentrare qualcuno possa cercare di metterci i bastoni tra le ruote. Ma creare un caso per un messaggio che ho ricevuto mi sembra una questione di lana caprina. Io non c’entro nulla».

E allora come interpreta questo suo coinvolgimento? «Guardi, le rispondo così: spero che non accada nulla di sospetto nel mondo dell’ippica, perché anche quando vince un cavallo di una scuderia veneta mi mandano degli sms per avvisarmi. Ma io non sono un allibratore».

 
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