| Scelta del Coni per la città dei giochi, rivolta di Venezia: «Boicottato il dossier» |
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| Venerdì 30 Aprile 2010 08:25 |
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olimpiadi_venezia_2020 Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA — Il fallo a gamba tesa è arrivato a meno di venti giorni dalla decisione finale: la squadra romana ha aspettato che i veneziani arrivassero in area di rigore per colpire direttamente alle caviglie facendo circolare la voce che il dossier lagunare per le Olimpiadi del 2020 presenti «gravi carenze ». E poco importi che le «indiscrezioni » romane rispondano al vero. Anche se il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi assicura che «il Coni deciderà in piena autonomia», il timore che si riaffaccia è che le voci possano in qualche modo influenzare il giudizio sulla scelta della sede dei Giochi. E’ per questo che ieri i parlamentari veneti (di tutti i colori politici) hanno chiesto al governatore Luca Zaia di intervenire in sede romana per sostenere con forza la candidatura di Venezia e hanno insistito perché la scelta venga fatta dal Consiglio Nazionale del Coni composta dai rappresentanti di tutto il paese e non direttamente dalla Giunta a prevalenza romana. «Le indiscrezioni che circolano a Roma in merito a presunte carenze del dossier presentato dal Comitato Venezia 2020 confermano i timori che già avevamo — hanno sottolineato Simonetta Rubinato (Pd) e Fabio Gava (Pdl) —. La competizione tra le due città in lizza non può e non deve essere viziata da condizionamenti esterni». Anche perché durante la visita veneziana di lunedì scorso il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi non aveva fatto cenno a nessuna carenza del dossier veneziano e si era limitato a chiedere una modifica tecnica (ai veneziani come ai romani) per rendere i dati più omogenei tra loro e quindi facilitare il confronto tra le proposte. In attesa di un intervento da parte del presidente della Regione intanto è arrivato il sostegno del suo vice Marino Zorzato convinto che «la candidatura di Venezia è in lizza più che mai perché è quella di un intero sistema, quel Nordest che è area di riferimento per l’economia di tutto il paese ». «Al di là delle polemica—aggiunge il sindaco Giorgio Orsoni—la nostra è una proposta valida e giusta perché condivisa dalle istituzioni locali, dall’impresa, da tutte le forze politiche e da tutti i cittadini di questo straordinario territorio». D’altro canto il Comitato Venezia 2020 diretto da Federico Fantini è sicuro che il dossier consegnato al Coni risponda esaurientemente a tutte le 24 domande poste dal questionario di candidatura. Ne è convinto anche Giancarlo Galan che anche se «super partes perché ministro», appoggia Venezia «per l’interesse generale del paese ». «Venezia in questo momento è il miglior socio possibile per il Coni — dice Fantini —. Senza nulla togliere a Roma, la nostra città ha maggior probabilità di far vincere l’Italia in sede di decisione internazionale (che verrà fatta a luglio del 2013). Nel nostro dossier non manca niente come è sotto gli occhi di tutti, visto si tratta di materiale pubblico». Chi volesse approfondire scoprirebbe che i costi riportati dalla stampa romana (per esempio quelli della costruzione dello stadio olimpico) non corrispondono a quelli riportati nel documento veneziano pubblicato su Internet che dal 5 marzo scorso (il dossier romano è stato pubblicato quattro giorni dopo). Il motivo per cui gli investimenti veneziani per l’organizzazione risultano di appena 742 milioni di euro contro i 12,7 miliardi di euro di Roma è dovuto al fatto che molti degli investimenti (il quadrante di Tessera per esempio) sono già previsti dai piani regolatori, mentre quelli romani sono legati in tutto e per tutto alla scelta di fare o non fare le Olimpiadi.
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