| Olimpiade, Venezia lancia tre impianti avveniristici |
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| Lunedì 19 Aprile 2010 09:04 |
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Da: Il Corriere del Veneto:
VENEZIA — Si avvicina il giorno del giudizio per Venezia 2020. Il giudizio, va da sé, è quello del Coni, chiamato a dire l’ultima parola sui dossier presentati dalla città lagunare e da Roma, aspiranti candidate ad ospitare la 32ma edizione dei Giochi olimpici. Intanto, grazie alla computer grafica, prende forma il sogno di vedere approdare all’ombra del campanile di San Marco i migliori atleti del pianeta. La giunta del Coni si riunirà il prossimo 27 aprile e l’occasione dovrebbe essere quella giusta per discutere la relazione stilata dalla commissione tecnica che dal 5 marzo sta analizzando i dossier. Due sono gli scenari che si stanno prefigurando all’orizzonte: il primo, definitivo, vede la candidatura di Venezia soffocata nella culla, e addio cinque cerchi; il secondo, interlocutorio, ipotizza un rinvio del verdetto al consiglio del Coni, che potrebbe tenersi il 20 maggio. Si comincia dal complesso delle Bandie, a Treviso, dove si svolgerebbero le gare di canottaggio, canoa e kayak. La struttura esiste già, andrebbe solo ampliata, e dovrebbe ospitare circa 20 mila spettatori, 12 mila per il canottaggio, i rimanenti per le altre due discipline. Il costo previsto è di 17 milioni di euro, di cui 7 per il percorso a salti e 10 per il miglioramento del bacino in piano. Poi c’è la Vega park arena, a Venezia, dove si terrebbero le gare di ginnastica artistica, ritmica e con il trampolino, dal costo previsto di 24 milioni di euro. Sarebbe un palazzetto temporaneo, in grado di accogliere 17 mila spettatori, di cui 5 mila per la ginnastica ritmica. Infine, sempre a Venezia, al parco San Giuliano, dovrebbero trovar posto i campi da tennis, in parte temporanei, per un totale di 18 mila spettatori, 10 mila dei quali nella sola arena principale, che costerà 10 milioni di euro. Per il secondo ed il terzo campo, invece, non si dovrebbe andare oltre gli 8 milioni di euro. Non manca qualche perplessità sul come si realizzeranno gli impianti in questione visto che, com’è noto, il parco di San Giuliano sorge sopra una mastodontica discarica. «Nessun problema - fanno sapere dal comitato - lì si può scavare fino ad un metro e 70 di profondità, quanto basta per le fondamenta delle strutture temporanee ». |









