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Ciclismo, tra inchieste e sospetti Il Veneto del pedale lascia orfano il Giro PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Maggio 2010 08:59
cunego_giro_italia

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Da: Il Corriere del Veneto:

VENEZIA — Mai come in questa edizione numero 93 del Giro d’Italia, che prende il via oggi con la cronometro di Amsterdam (esordio di una tre giorni in terra olandese, prima del rientro in Italia) la corsa rosa ha visto una così ridotta partecipazione di corridori veneti. Fermati prima della partenza o addirittura non pervenuti i vari Pellizotti, Ballan, Rebellin, Sella e Priamo, sono infatti solo cinque i rappresentanti del pedale veneto che da oggi andranno alla ricerca della gloria sulle strade prima d’Olanda e poi della Penisola, per arrivare al gran finale in Arena di Verona il 30 maggio. Chi punterà a diventare profeta in patria è proprio il veronese Damiano Cunego, che parte con il favore dei pronostici, anche se dalle dichiarazioni della vigilia proprio lui sembra voler distogliere l’attenzione dalle sue concrete possibilità di vittoria finale. Profilo basso più che lecito per il vincitore del Giro del 2004, che da quella edizione non si è più ripetuto, ma certo analizzando il percorso del Giro non si può negare che, almeno sulla carta, questa potrebbe essere la «sua» gara.

L’impressione, insomma, è che il capitano della Lampre giochi a nascondere le sue reali intenzioni (ed ambizioni). «Il mio obiettivo è dare spettacolo andando a caccia di tappe - ha affermato nella conferenza stampa della vigilia -. Penso di essermi preparato bene e dal Terminillo aspetto conferme». Per il veronese i favoriti della vigilia sono altri: «Vinokourov, ad esempio, poi Sastre e Evans. Sono loro gli uomini che partono per vincere, poi sarà la corsa a decidere. In squadra potrò contare anche sulla presenza di Gilberto Simoni che si potrebbe rivelare l’uomo capace di far saltare il banco, mettendo in difficoltà i favoriti. Se riuscirò ad essere protagonista nelle tappe di montagna centrando qualche bella vittoria potrò allora capire se potrò lottare anche per la classifica finale: certamente quell’arrivo in Arena è uno stimolo in più per cercare di fare bene ». Tra gli attesi della vigilia anche il campione italiano Filippo Pozzato: per lui l’obiettivo di vincere una tappa con il tricolore sulle spalle. «Fino ad ora le mie partecipazioni al Giro sono state senza particolari acuti. Ho già assaporato il gusto della vittoria di tappa in una corsa importante come il Tour e mi auguro che questo anno sia la volta buona per rompere il ghiaccio anche al Giro».

Gli altri tre veneti al via arrivano tutti dalla provincia di Treviso e sono il velocista neoprof Sasha Modolo e i due esperti Matteo Tosatto e Marzio Bruseghin. Questo ultimo, terzo due anni fa e da questa stagione emigrato in Spagna alla Caisse d’Epargne, potrebbe essere una delle belle sorprese che possono venire fuori strada facendo. Per gli spagnoli Marzio sarà capitano unico e sulle strade di casa potrebbe anche ripetere e migliorare il Giro di due anni fa: «Vediamo - si schermisce lui - non mi precludo nulla». Mentre sia Modolo che Tosatto hanno già messo nel mirino la tappa di casa con l’arrivo ad Asolo.

 
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