| Vent’anni dopo il Moro una barca per l'America’s Cup |
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| Giovedì 24 Giugno 2010 09:50 |
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moro_dal_sito_del_corriere Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA—Vent’anni dopo il Moro di Raul Gardini, Venezia potrebbe tornare in Coppa America. Il nome c’è già, «Venezia Challenge» (depositato ieri alla Camera di Commercio di Milano), ora tocca agli sponsor. Anche se il progetto va avanti ormai da un paio d’anni e il coordinatore, l’imprenditore milanese Carlo Magna, è fiducioso: «Aspettiamo di vedere il protocollo e le regole che verranno fissate. Di conseguenza poi contiamo di realizzare entro l’anno il business plan». E poi via, a vele spiegate verso la 34esima edizione dell’America’s Cup che dovrebbe svolgersi nel 2013 al largo di San Francisco negli Stati Uniti. Dovrebbe, perché a decidere tempi e modi sarà il Defender Bmw Oracle Racing assieme a Mascalzone Latino, l’altra squadra italiana che parteciperà con certezza alla sfida. Il logo è in via di definizione, così come i colori. Anche se si parla con insistenza del nero, dell’oro e di un’unghiata leonina a richiamare il simbolo di Venezia. E attorno alla città lagunare, è nato un po’ tutto, due anni fa. Con l’amministrazione guidata da Massimo Cacciari che l’inverno scorso ha dato addirittura una lettera d’incarico all’imprenditore milanese perché potesse continuare il progetto con la spinta ufficiale della città di Venezia. Di mesi, nel frattempo, ne sono passati e una nuova giunta si è insediata a Ca’ Farsetti. Il sogno di partecipare all’America’s Cup però si è fatto ancora più concreto. «L’abbiamo illustrato di recente a Confindustria Veneto e al governatore Luca Zaia che si è dimostrato molto interessato — dice Carlo Magna —, vogliamo fare squadra attorno al Made in Italy ma a partire dal territorio, per noi fondamentale in quest’avventura velica». E di Veneto nella sfida lanciata da «Venezia Challenge» ce ne dovrebbe essere molto. A partire dalle aziende che potrebbero fare quadrato attorno ad una barca per promuovere il proprio logo e la propria attività nel panorama mondiale della manifestazione sportiva. L’America’s Cup è uno dei quattro eventi mediatici più importanti, e farne parte fa certamente gola. Anche se, per arrivarci a San Francisco, di imprese, sponsor, aziende e fondi in genere dovranno arrivarne parecchi. Trenta, quaranta milioni di euro per allestire una formazione in grado di tenere testa ai big, cinquanta per provare a vincere. «L’obiettivo che ci siamo dati è proprio questo — dice Magna —50 milioni di euro. Abbiamo già avuto numerosi contatti con aziende della moda, del design e del lusso. Attendiamo le regole, poi si vedrà. Certo è che, in linea teorica, ci piacerebbe partire proprio dal Veneto. Con le sue eccellenze e i suoi simboli ». Venezia, appunto. Da dove partì anche Raul Gardini nel 1990 con il Moro e da dove «Venezia Challenge» potrebbe tentare uno storico bis. I rumors parlano di contatti frequenti con l’artigianato del vetro muranese, ma non solo. Per la costruzione dell’imbarcazione (stando alle voci dovrebbe essere un monoscafo) da portare a San Francisco si fa largo un’ipotesi suggestiva e fattibile al tempo stesso: l’Arsenale. Là, dove secoli fa partivano le barche della Serenissima, tra un paio d’anni potrebbe attraversare l’oceano l’avveniristica «Venezia Challenge». Che, stando al progetto nato assieme all’Ufficio Marketing del Comune di Venezia, porterebbe anche finanziamenti per la manutenzione della città: «Questo è chiaro, collegheremo sport e salvaguardia — dice Magna—una parte dei ricavati andrà infatti impiegata nel restauro di una porzione di città. Sia un palazzo significativo o addirittura il ponte di Rialto, questo lo vedremo ».
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