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DAN PETERSON TRA REYER MASCHILE E FEMMINILE PDF Stampa E-mail
Venerdì 23 Aprile 2010 08:05
DAN_PETERSON_-_LUIGI_BRUGNARO

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Ieri era seduto nel palchetto d’onore del Palasport Taliercio per assistere a gara-1 della semifinale scudetto di A1 femminile tra Umana Reyer e Cras Taranto. Il decano dei coach nonché consulente orogranata Dan Peterson non è mancato all’evento, concluso purtroppo con la vittoria delle pugliesi, al quale ha assistito dopo aver seguito l’allenamento della formazione maschile. Una giornata divisa quindi tra le due formazioni orogranata. “In una serie al meglio delle cinque gare, dove dopo la prima in casa la Reyer sarà attesa da due trasferte di seguito, sarebbe stato importantissimo vincere la prima – è l’opinione di Peterson relativimanete alla situazione dell’Umana Reyer femminile - basti pensare all'anno scorso, quando in finalissima le orogranata avevano vinto la prima e non è un caso se poi sono andate vicinissime dal vincere gara-2 e gara-3 in trasferta. Credo che il fatto di “dover” vincere gara-1 metta sempre molta più pressione sulla squadra di casa e così è stato per la Reyer. Chiaro che adesso non è facile ribaltare la situazione, ma le orogranata hanno le qualità per compiere qualsiasi impresa e quest’anno lo hanno già dimostrato soprattutto avendo dovuto convivere con una serie di difficoltà e trovando energie proprio quando si sono trovate con le spalle al muro. E poi io non ho mai nascosto di avere un debole per i playmaker e in questo senso confido molto nelle qualità di Cirone e Kostaki perché credo che due così non le abbia nessuno in questo campionato. Due registe con testa e senza paura di niente che sapranno tenere le redini della squadra nelle prossime partite contro Taranto”. La giornata di Peterson si è divisa tra la squadra femminile e quella maschile. Quest’ultima attesa domenica dall’importantissima sfida al Taliercio contro Imola, la penultima della stagione, l’ultima in casa. In palio due punti importantissimi per la salvezza degli orogranata. Si confida nel fatto che negli ultimi tempi gli uomini di coach Mazzon non hanno mai deluso in casa anche se a tenere banco è sempre il diverso rendimento della squadra tra le partite al Taliercio e quelle in trasferta. “La trasferta è una questione mentale – è l’opinione di Peterson – se si scende in campo con l'idea di stare sulle costole alla squadra di casa, allora la pressione si ribalta. Anche perché di solito la squadra di casa negli ultimi 5 minuti ha sempre qualcosa in più. Poi va anche detto che in generale ci sono anche giocatori "casalinghi" e atleti “da trasferta”, ovvero che rendono meglio nell’uno o nell’altro caso. E non è un caso se le grandi squadre vincono i campionati grazie ai risultati in trasferta”. Difficile anche per un decano come Peterson dare una spiegazione all’incredibile annata degli orogranata. “Credo comunque che tutto parta dalla testa – chiude il coach – d’altronde è un dato di fatto che le squadre partite con certi obiettivi ambiziosi che si trovano a lottare per la salvezza fanno più fatica delle altre. Una ricetta per uscirne vincitori non c’è. Se non lottare ogni secondo da qui alla fine, insistere sempre e pretendere tanto da sè stessi”.

 
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