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Martedì 13 Aprile 2010 08:05 |
Parlando di lui si potrebbe dire “Forever young”, per sempre giovane, parafrasando il titolo della celebre canzone degli Alphaville. Nel suo nome, infatti, sta forse il segreto dell’elisir di eterna giovinezza. Si sta parlando ovviamente di Alvin Young, la trentaquattrenne guardia reyerina, che anche ieri ha trascinato gli orogranata ad una straordinaria vittoria sulla Prima Veroli. Successo a dir poco fondamentale in chiave salvezza. Una gara interpretata dagli uomini di Mazzon come se fosse una vera e propria finale, esattamente come dovranno fare anche per le altre tre partite che mancano da qui alla fine. “Siamo un buon team, io l’ho sempre pensato e la vittoria di ieri lo conferma – dice Alvin Young - abbiamo vinto perché ognuno ha fatto il suo, risultando importante per la causa. Abbiamo interpretato al meglio quanto provato in allenamento dimostrando di essere un vero gruppo e di avere qualità”. La corsa per la salvezza è però più viva che mai anche in considerazione dei risultati delle dirette concorrenti della Reyer. C’è da aspettarsi quindi tutte partite di grande intensità e con posta in palio altissima da qui alla fine. “Siamo alla stretta finale - continua l’Usa - e ogni squadra giocherà al massimo, per non lasciare nulla di intentato, per non farsi sfuggire alcuna chance. Così dovremo fare anche noi, con determinazione e intensità, esattamente come ieri, per giocare ogni partita come se fosse l’ultima”. La difesa si sta rivelando veramente l’arma vincente dell’Umana Reyer. Anche ieri gli orogranata hanno saputo tenere a 60 punti una formazione come Veroli che con i suoi 84 punti di media è il miglior attacco del campionato. “Quando giochiamo in difesa come ieri possiamo vincere contro chiunque – concorda Young - anche perché questo ci permette di recuperare palloni importanti e ne beneficia di conseguenza l’attacco”. Grande trascinatore con 25 punti, 9 palle recuperate e 32 di valutazione, Young è stato osannato dal pubblico reyerino che ieri, per la prima volta dopo tanto tempo, ha incitato espressamente un giocatore scandendo più volte il suo nome. “Questo pubblico è veramente fantastico, incredibile – ricambia Alvin - io sono venuto qui per dare il mio contributo e per riscattarmi ma non mi aspettavo certo una situazione del genere. Devo dire che il pubblico della Reyer è veramente unico e ringrazio tutti per il sostegno che hanno sempre saputo darci, in ogni occasione”. Ma allora è davvero nel nome il segreto dell’eterna giovinezza di Alvin Young? “Forse si” chiude divertito lo statunitense che, a dispetto delle trentaquattro primavere , in campo sembra sempre un ragazzino.
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