Home Notizie a Mestre Città Mestre by Night Soul kitchen, meno stelle, più clienti: «Scommetto sul rilancio di via Piave»
Soul kitchen, meno stelle, più clienti: «Scommetto sul rilancio di via Piave» PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Novembre 2010 08:48
ristorante_plaza_dal_corriere

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Da. il Corriere del Veneto:

MESTRE — Un’ora di attesa in stazione ad aspettare la coincidenza. E intorno il nulla. Viaggiatori seduti a gruppetti sulle valigie, sigarette lente davanti ai binari e pochi locali dove pranzare al volo, soprattutto di sera. Fino a pochi mesi fa, quando l’hotel Plaza ha fatto un passo per il rilancio della zona della stazione di Mestre ed è nato il «Soul kitchen café». Cambiata l’insegna. Sostituito il marchio. Scomparse le quattro stelle. «Abbiamo rivoluzionato l’ambiente e gli spazi rendendoli più easy - spiega Sandro Martello, direttore dell’hotel - la posizione è sempre stata ottima, ma le quattro stelle lasciavano fuori la maggior parte dei clienti. Noi invece vogliamo essere "per tutte le tasche", pranzare o cenare al ristorante costa al massimo venti euro e rimane aperto fino alle 22.30 invece delle 19». Ma la rivoluzione, per quanto l’apertura di uno spazio di questo tipo sia già stata salutata dai potenziali clienti come una manna (il ristorante, ad appena tre mesi dall’apertura serale registra ogni sera sempre più presenze), ha però origini diverse, cittadine per così dire.

«Siamo partiti da un’idea: a via Piave va data una nuova voce - spiega Martello - non è normale che una città come Mestre, fuori da uno snodo ferroviario di questa portata abbia il deserto. Nemmeno è accettabile che poco più in là dei binari ci sia una via che pur nella sua centralità, si perda in logiche complicate e talvolta in situazioni di degrado. Per la riqualificazione, però, non si possono aspettare gli enti pubblici. Ci sarà, certo, il loro intervento, ma i tempi saranno lunghi come sempre e in questo caso un’alternativa c’è. Sono le imprese e i privati ad avere il dovere di spendersi per prime». Uno sguardo al futuro, quello di Martello, che non lascia spazio a dubbi e che lancia così indirettamente una proposta alle imprese della zona. «Ovviamente all’origine di ogni scelta di questo tipo c’è un piano di business - spiega Martello - noi ci siamo accorti che c’era un’esigenza che non trovava risposta. Quella di una ristorazione veloce in un ambiente confortevole. E fino a tardi. Abbiamo superato i timori legati ad un’eventuale frequentazione difficile del ristorante, e siamo partiti. La risposta è stata ottima».

Primo mese di esperimento: agosto. Passati i tre mesi di prova la direzione dell’hotel ha deciso in via definitiva: il Soul kitchen café rimarrà aperto. Cucina italiana, preparata dalla stessa chef del ristorante dell’hotel.Mapiù veloce, meno costosa e con contorno internazionale per far sentire "a casa" i viaggiatori di tutto il mondo. «Abbiamo anche siglato un accordo con la Fondazione Pinault per avere una gigantografia del "bambino e la rana", che coprirà un’intera parete. Tutti i nostri clienti dovranno sentirsi bene qui, sarà un luogo aperto, accessibile a tutti, dai pendolari ai lavoratori della zona. Solo con operazioni di questo tipo anche via Piave rinascerà. Se sapremo dare insomma vita ad una nuova dimensione frequentata (ma questa volta realmente) dei locali e degli spazi».

 
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