| Turismo, scontro sulla tassaFinozzi: serve. Le imprese: un caos |
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| Mercoledì 26 Gennaio 2011 10:12 |
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turista_da_arteesalute Il Veneto, anche sull’onda federalista propugnata da Calderoli, sta studiando tempi e modi per l’introduzione di una tassa legata ai flussi turistici. Lo ha confermato l’assessore regionale al Turismo Marino Finozzi. Pur dicendosi però «scettico» sulla possibilità di applicarla a livello comunale il rappresentante di giunta conferma la volontà di gestirla direttamente dai palazzi del governo veneto ridistribuendola percentualmente sul territorio permettendo in tal modo anche a realtà che non vedono ombra di turisti di trarne vantaggio. «Il turismo ha bisogno di investimenti - ha osservato Finozzi intervenendo alla presentazione del Piano Nazionale del Turismo - Chiedere un contributo a chi visita le nostre terre mi sembra una forma equa». Su questo fronte le barricate tuttavia sono pronte: «È un vero e proprio Balzello - ribatte il presidente di Federturismo veneto Gian Ernesto Zanin - non siamo pregiudizialmente contrari a una tassa di soggiorno ma vogliamo certezze normative più chiare perché così com’è è un provvedimento generalista: il decreto parla di Comuni, Finozzi parla di regioni, il ministro respinge le critiche. Questo non è il gioco dello scaricabarile: sono in ballo la vita o la morte di imprese». Che la tassa non sia la strada giusta per rilanciare il comparto nè è convinto anche il presidente nazionale di federturismo Daniel John Winteler. «Siamo nel momento più inappropriato - spiega - per parlare di queste tasse. È vero che esistono in altri Paesi ma è altrettanto vero che pochi Paesi hanno una fiscalità enorme come la nostra. E il turismo è un settore che la paga pesantemente. Andare ad aggiungere tasse che non sono nemmeno tasse di scopo ma destinate a coprire i deficit comunali è assurdo». Il presidente della Confturismo Veneto Marco Michielli intanto ha scritto una lettera aperta al premier Silvio Berlusconi per esprimere la contrarietà alla tassa di soggiorno introdotto dal ddl sul federalismo fiscale municipale. Dopo aver sottolineato che «l’intero sistema Confturismo si è mobilitato contro la possibilità dei Comuni di istituire un’imposta di soggiorno a carico di chi alloggia nelle strutture ricettive, Michielli spiega che «una tassazione turistica comunale porterà in breve ad una giungla fiscale con una miriade di imposte, diversificate in funzione delle decisioni e delle necessità delle stesse amministrazioni comunali». Secondo Michielli l’applicazione di un’imposta di soggiorno «riduce la competitività dell’immagine delle imprese italiane sui mercati, già colpite da una crisi che investe tutta l’economia mondiale, poiché l’annuncio di questa forma di tassazione è sempre stato accolto, all’estero, nel peggiore dei modi» |









