| Tram, il nuovo percorso costa 5 milioni in più |
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| Mercoledì 28 Luglio 2010 13:07 |
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tram_dal_sito_del_corriere Da: Il Corriere del Veneto: MESTRE — Il nuovo percorso del tram costa cinque milioni di euro in più e si porta con sé una serie di dubbi sul futuro. Perché il passaggio sulla Vempa anziché scavare il sottopasso della stazione, e il transito in via Torino al posto di San Giuliano se risolve diversi problemi in realtà ne crea degli altri tanto che la maggioranza non nasconde le perplessità. L’assessore alla Mobilità però tira dritto sulle novità e chiede un «atto di responsabilità» ai colleghi amministratori. Per questo ieri a Ca’ Farsetti è stata la giornata di studio e confronto tra Ugo Bergamo, il sindaco e la maggioranza: su costi e soluzioni. Sul piatto della bilancia ci sono due opzioni pensate per uscire dall’impasse del tunnel e dell’arrivo in piazzale Roma. Se si sceglie di scavare tra Mestre e Marghera si spendono 30 milioni (21 finanziati dal governo, altri 4,2 che vuole l’Ati per i costi aggiuntivi del crollo e i quasi 4 già spesi per i sottoservizi) e servono almeno altri due anni di lavori. Se si chiudono invece i cantieri e si posano le rotaie sulla Vempa e su rampa Rizzardi, si liberano i 21 milioni di euro del sottopasso ma il tram ci metterà più tempo per andare da Mestre a Marghera: la frequenza da una corsa ogni 10 minuti passerà a una ogni 12, e la percorrenza aumenterà di sette minuti. Senza contare che va verificata la tenuta statica dei cavalcavia e che il traffico privato finirebbe per perdere una corsia. Sul fronte Venezia l’ipotesi San Giuliano sfuma quasi definitivamente. Prima della costruzione del nuovo cavalcavia vanno fatte le bonifiche e ci vorrà una decina d’anni per vedere l’opera completa. La soluzione pensata dalla Mobilità è di deviare il tram da viale San Marco, su via Sansovino e viale Ancona. Da qui poi le carrozze si sposterebbero in via Torino per collegarsi al parco scientifico Vega tramite una passerella e quindi scendere su via Righi e immettersi sul ponte della Libertà. A parole la soluzione appare semplice, viale Ancona e via Torino sono strade nuove con carreggiate ampie. La questione tuttavia si complica all’altezza del nuovo ponte dove appunto andrebbe costruita una nuova bretella che scavalca via Libertà. Il sovrappasso imporrebbe infatti di spostare la fermata di Porto Marghera (realizzata tra l’altro da poco) e soprattutto i binari della ferrovia che passano di fronte al Vega. La pensilina del tram sarebbe quindi costruita in quota e per portare i passeggeri servirebbe un ascensore. Inoltre c’è la presenza degli inquinanti messi in sicurezza davanti al parco scientifico da cui vanno rispettate distanze precise, prima di immettersi sull’asse stradale in direzione Venezia. Dal centro storico invece i convogli imboccherebbero direttamente il ponte di via Torino. La questione del ponte della Libertà non è stata ancora approfondita nel piano di fattibilità presentato ieri alla maggioranza, tendenzialmente però l’idea del Comune è di far correre il tram ai margini usando gli attuali marciapiedi, costruendo quindi a sbalzo una passerella ciclo- pedonale sul un lato del ponte. L’operazione si regge solo evitando di scavare tra Mestre e Marghera, aggiungendo altri cinque milioni di euro. Le piattaforme però tra via Sansovino e San Giuliano diventerebbero inutili, da usare tutt’al più nelle domeniche estive e nei grandi eventi del parco. Il che imporrebbe di avere bus navetta in direzione Venezia o comunque verso via Torino, ma secondo l’assessore questo permetterebbe di finire tutto il tracciato in due anni. In maggioranza però non mancano le perplessità: «La vera criticità della situazione è la fretta che l’assessore ci sta mettendo», ha detto ieri il capogruppo del Pd Claudio Borghello. «Finiamo i cantieri aperti e facciamo dire dalla Regione cosa intende fare con San Giuliano e la metropolitana di superficie», aggiunge Valerio Lastrucci dell’Italia dei Valori. D’accordo con le nuove soluzioni sono invece il socialista Luigi Giordano («Il tunnel è un problema »), e l’udc Simone Venturini («Abbiamo di fronte il male minore, sono stati fatti male i lavori e i progetti e ora dobbiamo rattoppare il danno ». Intanto la commissione ministeriale di sicurezza è a Mestre per l’avvio del pre-esercizio tra Mestre e Favaro e Ca’ Farsetti spera di vedere il tram in strada già ad agosto per le prove ufficiali.
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