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Tessera city e Marghera, la giunta cambia PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 08:09
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Da: Il Corriere del Veneto:

MESTRE—Se il Pat sarà ritirato o semplicemente riscritto in alcune parti non si sa ancora. «Devo parlarne con il sindaco», dice l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli. quel che è certo però è che la nuova giunta metterà pesantemente mano al Piano di assetto di territorio ereditato. Tessera city, Marghera e centro di Mestre le differenze maggiori sulla visione del futuro, soprattutto per le prime due. «Il lavoro di analisi fatto sul Pat è incredibile — premette l’assessore—ma ci sono ambiguità di non poco rilievo da sciogliere». In sostanza la giunta deve decidere come vuole la città del 2020, magari con l’Olimpiade.

La parola d’ordine per Micelli è sviluppo sostenibile, governato in stretto rapporto con la mobilità. Ad esempio, sulla nascita di Tessera City, al centro di fuochi incrociati di associazioni di categoria, ambientalisti e residenti, la ricetta di Micelli passa per lo sviluppo di un polo di infrastrutture che collegano Tessera a Venezia bypassando piazzale Roma. Sul lato orientale della terraferma c’è l’aeroporto, arriverà l’alta velocità e la metropolitana di superficie. «Tessera può ricucire la frattura tra alcune parti del Comune — dice — deve essere una porta alternativa per la città d’acqua». Ma questo non significa firmare una cambiale in bianco sulla sublagunare. La certezza è che attorno a questo nodo intermodale deve svilupparsi poi tutta una serie di servizi, la city appunto. E se stadio e Casinò non si toccano, sugli altri milioni di cubature previsti dall’accordo tra Save, Regione e Comune va fatta una seria riflessione. «Lo sviluppo va governato, deve essere sostenibile, intelligente e compatibile», continua Micelli. Vanno dunque bandite da Tessera le parole cementificazione e speculazione. La stessa filosofia sottende la visione che la giunta ha di Porto Marghera.

La visita di giovedì ha confermato alla giunta che Marghera non ha paura di cambiare e può avviare un nuovo sviluppo industriale legato alla logistica. «Il Pat deve dire di più su ruolo del Porto, riconversione e sull’anima industriale di Marghera », spiega l’assessore. Come dire che parlare di residenza è prematuro e l’unica via come sottolinea Ezio Micelli è aiutare lo sviluppo originale, misto di ricerca, nuove professioni e intrattenimento, della zona del Vega e via della Pila. Per Mestre invece lo slogan deve essere «qualità unita a fattibilità dell’intervento ». Ed è proprio con quest’idea che il responsabile dell’Urbanistica sta studiando la nuova piazza Barche. «Tutti i progetti devono essere sì di qualità ma concretamente realizzabili— dice—. Per il futuro del centron vedo sviluppo di cultura e intrattenimento ». Nasce così l’ipotesi «chilometro della cultura» che da Villa Erizzo arriva all’M9. Va infine fatto il punto sui piani per via Torino e a Venezia bisogna lavorare su piazzale Roma e area Italgas a Santa Marta. Si tratta di zone legate allo sviluppo di nuove infrastrutture. «Non va ripetuto l’errore del ponte di Calatrava — conclude Micelli —. Nessuno aveva ipotizzato un cambio del genere nei flussi e temo non si sia valutato il cambiamento che porterà il tram a Mestre o a San Basilio».

 
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