| Paralisi dei trasporti e blocco del traffico Venerdì nero per la mobilità a Venezia |
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| Giovedì 10 Marzo 2011 16:08 |
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proteste_trasporti--190x130 Da: il Corriere del Veneto: VENEZIA - Paralisi del trasporto pubblico e paralisi anche del traffico verso Venezia e da Venezia. Sarà un venerdì nero per i trasporti, quando il sindacato di base fermerà anche sanità, università e servizi pubblici. La protesta è nazionale, ma a Venezia catalizza tutta la protesta del settore trasporti per i tagli ai finanziamenti regionali. E’ facile che l’adesione alla mobilitazione sfiori il 100 per cento tra i dipendenti di Actv, le uniche fasce garantite saranno dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30. Le altre sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, non hanno formalmente aderito allo sciopero ma dopo la scure regionale, l’agitazione è trasversale. «Prevediamo un’adesione davvero alta», dice Danilo Scattolin, Usb. Ma sarà a rischio anche il traffico tra tra Mestre e Venezia. Venerdì infatti alle 10.30 dal deposito di Actv, in via Martiri della Libertà, partirà un corteo di auto verso Venezia e al rientro i manifestanti punteranno su piazza Barche. «L’obiettivo è informare i cittadini dei tagli - continua Scattolin - per questo abbiamo scelto una forma di corteo visibile in città». Giovedì tutte le sigle sindacali hanno convocato un’assemblea con i dipendenti di Actv per capire se fare rientrare lo sciopero di «non collaborazione» che con lo stop a straordinari e doppi turni sta facendo saltare ormai da due settimane una media di 150 corse dei bus al giorno. Inoltre, venerdì, durante la manifestazione, ci sarà il primo tavolo regionale sui tagli decisi da Palazzo Balbi. Un appuntamento da cui Comune e Actv sperano di uscire con garanzie su finanziamenti aggiuntivi in fase di assestamento di bilancio regionale e una moratoria sui primi tre mesi dell’anno. Finora i servizi pubblici hanno funzionato come se non ci fossero meno finanziamenti, se dunque il -11,5 dovrà essere applicato anche al primo trimestre del 2011 la riduzione di corse dovrà essere più pesante. Nell’attesa di chiarimenti, Actv sta già predisponendo un piano degli tagli e mercoledì l’assessore provinciale alla Mobilità, Giacomo Grandolfo, ha incontrato i sindacati per spiegare cosa cambierà nell’extraurbano. «Per quanto riguarda Actv elimineremo quelle corse con meno di 5 passeggeri ma non aumenteremo le tariffe - ha detto l’assessore - su Atvo basterà l’aumento per i non residenti della tariffa verso l’aeroporto da 3 a 5 euro». Prima di diventare pubblica la proposta dovrà essere valutata dai consiglieri ma Grandolfo garantisce: «Avvieremo una sperimentazione e se serviranno aggiustamenti, li metteremo in atto». Il cambiamento più importante avverrà nei collegamenti tra Mestre e Treviso dove operano Actv e anche Actp (l’azienda della mobilità collettiva della Marca trevigiana). Nell’ottica di eliminare i doppioni, i mezzi di Actv in futuro potrebberoi fermarsi a Preganziol e i passeggeri per Treviso dovranno salire sui bus di Actp. Actv si accorderà per orari coincidenti ma l’utenza dovrà pagare due biglietti diversi. Le corse invece provinciali con pochi passeggeri spariranno. «I tagli non avverranno nelle ore di punta e nemmeno nelle zone dove non passano altri bus», promette Actv. Nell’incontro con i sindacati Grandolfo ha anche riferito, come aveva già fatto con i consiglieri, della necessità che l’euro e mezzo che Actv dà al Comune per ciascun biglietto turistico venduto, debba essere usato per l’intero sistema trasportistico e non incassato solo da Venezia. Dubbi anche sull’Imob: per Grandolfo, sulle linee extraurbane i «portoghesi » sarebbero molti al contrario di quanto sostiene l’azienda. E’ in mezzo a questo riordino, che prevede tra l’altro una revisione dei contratti aziendali e la riduzione del personale, cade lo sciopero di Usb. Il 1 aprile si replica con lo sciopero dei sindacati confederali.
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