| Sì al mega inceneritore, rifiuti solo da Venezia |
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| Venerdì 01 Ottobre 2010 08:36 |
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inceneritore_dal_sito_del_corriere VENEZIA — Stop a Marghera «pattumiera del Veneto e d’Italia». Via libera ad un inceneritore «a chilometro zero». E, soprattutto, un impianto al posto di due. Il Comune di Venezia così ripone le armi — e il ricorso al Tar del Veneto, che verrà ritirato da Ca’ Farsetti — e trovano la quadra insieme alla Regione Veneto per risolvere la questione dell’Sg31, l’inceneritore di Porto Marghera che ad inizio anno, tra le polemiche, era stato autorizzato da Palazzo Balbi ad aumentare la quota di rifiuti da bruciare da 30 a 100 mila tonnellate. La Regione consentiva a Sifa di bruciare «rifiuti speciali», anche provenienti da fuori Venezia, ma tutto viene messo da parte con l’accordo di ieri, firmato dall’assessore regionale alla Legge speciale Renato Chisso, dall’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin e dall’amministratore delegato di Veritas Andrea Razzini. «E’ una soluzione che tranquillizza tutti e che permette ulteriori miglioramenti ambientali e territoriali», commenta con soddisfazione Chisso. «Avremo tutti la certezza che verranno trattati esclusivamente materiali di origine locale – aggiunge Bettin – l’intera situazione verrà tenuta costantemente sotto controllo, eliminando le motivazioni che avevano indotto il Comune a presentare ricorso». L’accordo, messo a punto da Veritas, prevede appunto la chiusura del proprio inceneritore, che attualmente brucia circa 40/50 mila tonnellate di rifiuti all’anno e la concentrazione di tutti i rifiuti nell’Sg31, opportunamente rinnovato. In questo modo — fa i conti Razzini—l’impianto potrebbe arrivare a bruciare circa 70/80 mila tonnellate annue di fanghi, ovvero la somma tra circa 40 mila tonnellate di origine civile e 30/40 mila di tipo industriale. In questo modo, dunque, l’Sg31 sarà «riempito» («le 100 mila tonnellate sono il massimo teorico », spiega Razzini) interamente con rifiuti di provenienza veneziana. E tra l’altro nell’accordo c’è pure l’utilizzo, come combustibile per l’impianto al fianco del gas, di circa 50 mila tonnellate di Cdr, quel «combustibile da rifiuti» che Veritas già vende all’Enel per circa 70/80 mila tonnellate all’anno. E anche qui si chiude un’altra cerchio, perché in questo modo l’azienda multiservizi veneziana impiega quasi interamente in laguna le 150 mila tonnellate di Cdr prodotte nei propri impianti. Il nuovo Sg31, per il quale serviranno altri sei mesi di progettazione e che potrebbe essere operativo tra un anno, sarà gestito da una società mista formata Veritas e Sifa, l’attuale gestore. Chiuderà invece i battenti l’inceneritore Veritas. «E’ evidente che avere un solo camino sarà meglio che averne due - dice Razzini - Noi ci stavamo preparando a sostituire il nostro inceneritore quando fosse arrivata l’ora, tra due o tre anni». L’impianto era infatti stato autorizzato dalla Regione nel 1993 ed è in esercizio da una quindicina di anni. «Comune e Regione ci hanno incaricato di risolvere l’impasse e così abbiamo elaborato questa proposta, in un momento di "follia". O, forse, d’intelligenza», ironizza l’ad di Veritas. Quanto agli effetti sulle bollette, è un po’ presto per dirlo. «Risparmieremo l’investimento nel nuovo impianto, inoltre averne uno solo porta delle economie - continua il manager - Non abbiamo fatto conti precisi, ma di sicuro la bolletta non aumenterà, oltre alla salvaguardia ambientale». «Passiamo dalla preistoria alla storia - aggiunge Bettin - questo accordo crea un miglioramento generale». Soddisfatto anche l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Dalla Vecchia, che aveva manifestato la sua contrarietà all’ipotesi: «E’ una soluzione positiva, che dimostra che i territori se affrontano i problemi con determinazione e rigore riescono a gestirli al meglio». «E’ una svolta vera per Marghera, la Regione ha fatto una significativa marcia indietro rispetto all’idea di forzare la mano con le solite cordate private per creare un polo di rifiuti industriali tossico-nocivi - dice Beppe Caccia, consigliere comunale di In Comune e da sempre in prima linea contro l’Sg31 - E’ stato ritrovato un clima di collaborazione con una soluzione che migliora la qualità dell'aria». |









