| Mestre. Tagli alla sanità, gli infermieri: «Manca tutto, perfino aghi e guanti» |
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| Lunedì 31 Gennaio 2011 11:47 |
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Da: il Gazzettino:
di Maurizio Dianese MESTRE - Rita Todaro ha salvato la vita di un settantenne che era andato in arresto cardiaco nella hall dell’ospedale dell’Angelo a Mestre. E per fortuna che l’infermiera professionale che lavora nel reparto di medicina generale non aveva bisogno nè di guanti nè di siringhe per tenere in vita il paziente perchè altrimenti avrebbe dovuto andarseli a comprare di tasca sua. L’allarme "tagli" viene lanciato da Luigino Schiavon, presidente del Collegio degli infermieri professionali della provincia di Venezia. Schiavon non è mai stato un allarmista e se è arrivato al punto di dire che è molto preoccupato, significa che dagli ospedali di tutta la provincia gli arrivano segnali disastrosi. E allora il momento importante della consegna a Rita Todaro di un encomio solenne, diventa un momento di riflessione pacata, ma durissima. Negli ospedali manca il materiale medico di base come guanti e aghi. «In qualche ospedale iniziano a mancare guanti e aghi. Ma questo è niente, quel che preoccupa di più in assoluto è che dai vertici di tutte le Ulss arriva un unico segnale, decisamente inquietante: «Arrangiatevi il più possibile con quel che avete. Non sappiamo se riusciremo a comprarvi altro materiale» - ci dicono. E siamo solo all’inizio dell’anno. Attenzione che anche noi infermieri professionali ci rendiamo conto che è arrivato il momento dei tagli, ma vorremmo che si tagliasse dove ci sono gli sprechi - e ci sono sprechi - e non in ciò che è strategico per la salute del cittadino». Non è una lamentela per avere più soldi in busta paga, Luigino Schiavon avverte che negli ospedali si sta scendendo sotto la soglia minima, sia come personale infermieristico che come strumentazione. Non è una novità che in tutti i reparti ci sia la processione degli informatori farmaceutici che tra la promozione di un prodotto e l’altro allungano al medico di turno fiale e tubi, siringhe e ricambi per le apparecchiature. Ormai ci si arrangia come si può in tutti i reparti, anche quelli all’avanguardia, e questo mette a dura prova la pazienza degli infermieri che già per conto loro sono costretti a fare i conti con turni pesanti e richieste in continuo aumento. E le direzioni delle Ulss consumano tutte le energie a trovare il modo di tagliare invece che a far funzionare bene la sanità pubblica, che è un bene prezioso, ricorda Schiavon. Ecco perchè è ancora più importante l’encomio solenne a Rita Todaro che il 10 gennaio scorso, appena smontata dal servizio, si è trovata di fronte ad un uomo di settant’anni che stava morendo nella hall dell’ospedale. Lei si è buttata a capofitto a rianimare il paziente, tenendolo in vita e permettendo l’intervento del 118. Rita Todaro è l’esempio dell’eccellenza degli infermieri professionali che, comunque, continuano a svolgere al meglio il loro lavoro. Nonostante tutto. Basti dire che solo il direttore dell’ospedale dell’Angelo, Onofrio La Manna, ha inviato a Rita Todaro una lettera di plauso per aver salvato la vita di una persona. Dai vertici dell’Ulss nemmeno mezza riga. |









