| L’aumento in busta paga? Sì, se l’operaio ha una buona idea |
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| Martedì 25 Gennaio 2011 10:55 |
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virosac_dal_corriere_del_veneto Se hai una buona idea il tuo stipendio aumenta. È la sostanza di un singolare contratto di lavoro introdotto da poco in Virosac, azienda di Pederobba (Treviso) che ha trovato il suo campo di affermazione nella produzione di sacchi per rifiuti e per la congelazione degli alimenti. «Il sistema è semplice - spiega Graziano Virago, amministratore delegato della srl - e non è stato un problema trovare un’intesa con le organizzazioni sindacali. Abbiamo riservato il 10% del monte premi aziendali complessivo, distribuito in base a vari criteri legati all’efficienza ed alle giornate di presenza, ai dipendenti che sapranno suggerire le migliori idee per innovare il prodotto e i processi industriali. Basta mandare suggerimenti e proposte via e-mail ad un indirizzo dedicato e poi, a fine anno, una commissione interna compilerà la classifica sulla base di un punteggio correlato a diversi parametri, fra cui, naturalmente, la fattibilità della proposta». Nell’azienda in cui si è pagati anche per inventare oggi i dipendenti sono un’ottantina, tutti operativi in due stabilimenti per 15 mila metri quadrati complessivi senza alcuna concessione a delocalizzazioni produttive. «Sono sempre stato convinto dell’importanza di mantenere la produzione in casa. Affidare lavorazioni a soggetti esteri significa consegnare dei segreti industriali. L’innovazione è uno sforzo che costa sacrificio e dedizione. Non può essere svenduto ed è necessario svilupparlo interamente dentro le pareti aziendali». Le esperienze fatte con le università, sostiene ancora Virago, «sono state deludenti. Purtroppo in Italia lo Stato ti offre contributi per la ricerca solo se la si fa assieme agli atenei, altrimenti dobbiamo arrangiarci in tutto. Non credo neppure nelle aggregazioni proposte dalle associazioni di categoria per consentire ad imprese omogenee di affrontare percorsi congiunti in ricerca e sviluppo al fine di ottimizzare gli investimenti. Condividere un’idea significa avere un concorrente in più». Il difficile rapporto con il mondo della formazione, del resto, per l’ad si manifesta anche nella sostanziale inutilità degli stage. «Non serve a nulla mandarmi un ragazzo per un mese. Al massimo posso fargli fare fotocopie. L’ideale sarebbe se potesse rimanere in azienda almeno sei mesi, poi frequentare l’ultimo anno scolastico. Se dimostrasse di valere lo terrei d’occhio e sarei pronto a chiamarlo non appena diplomato». Non rimane, dunque, che «costruirsi gli uomini» in casa e far costruire loro le idee che servono a crescere. Retribuendo i loro ingegno, appunto, con il contratto appena chiuso con la Cisl. «Anche questa è una soluzione innovativa - spiega Andrea Misericordia, l’esponente del sindacato che ha condotto la trattativa - e pare sia stata accolta di buon grado dai dipendenti ». Oggi Virosac ha 80 lavoratori, un business di 24 milioni (+20%, stesso trend atteso per quest’anno) e controlla una quota di mercato nazionale del 9%, che sale al 20% su base regionale.
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