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Wi-fi in piazze e paesi guida (veneta) alla Rete libera PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Novembre 2010 17:07
wifi_dal_corriere

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Da: Il Corriere del Veneto:

VENEZIA — Più di 70mila collegamenti in un anno. Gratuiti. I veneti sbarcano sul web grazie alla banda larga. Da casa, dalle piazze, dalle aule studio, ma anche dai parchi cittadini. Gli accessi liberi a internet sono sempre più numerosi e, al di là del monitor, ci sono utenti di tutte le età. Studenti, giovani, ma anche anziani, che vivono il collegamento come un’opportunità in più. Le più «avanzate» sono le città di Venezia e Verona, mentre per le zone rurali, gli altopiani del vicentino e le montagne del bellunese, resta da sanare il digital divide, la sproporzione tra chi è digitalizzato e chi no.

Venezia e Verona La data è quella del 3 Luglio 2009, il «wi-fi day», quando i 10mila km di fibra ottica posizionati a Venezia collegando case, uffici, aziende pubbliche e private con connessioni dai 20 ai 100 Gb hanno cominciato a funzionare dando copertura all’intera città. «A distanza di un anno e mezzo contiamo circa 25-30mila connessioni stabili — spiega Gianfranco Bettin, assessore alla cittadinanza digitale del Comune di Venezia —l’obiettivo è quello di arrivare in tutto il comune, soprattutto in tutta la terraferma ». E nell’ampliamento della cablatura buon gioco farà l’obbligo, imposto dal Comune di Venezia, in tutti i lavori di scavo, di predisporre i cavidotti per la posa della rete. A Verona, invece, il progetto prende la strada del commercio. «Abbiamo già siglato un accordo con Confindustria che sponsorizzerà la copertura di Piazza Cittadella—spiega Vittorio Di Dio, assessore alle pari opportunità del Comune di Verona — a breve partirà però anche un progetto che vedrà coinvolta Confcommercio e un numero importante di pubblici esercenti ». Nel futuro veronese, dopo tutte le piazze, i monumenti famosi (come la casa di Giulietta), la zona universitaria e lo stadio Bentegodi, ci sono soprattutto le scuole.

Padova: un wifi universitario Accesso gratuito a internet, ma solo a chi è iscritto all’università. E mentre gli hot spot in un anno a Padova sono raddoppiati (180 quelli attivi adesso) Telerete Nordest punta a un possibile ampliamento della copertura a tutta la bassa padovana. «Puntiamo alle zone di Abano Terme e Selvazzano — spiega Amedeo Levorato, presidente di Aps holding — lì il problema però è il posizionamento delle reti. Una soluzione che vorremmo attuare in tutti i 59 comuni della bassa padovana è "Smart city": far coincidere cioè la rete con ogni punto luce dell’illuminazione pubblica ».

Vicenza e i 12 comuni Sono partiti con la «mappa » dei comuni più in difficoltà. Per arrivare, grazie a un finanziamento della Regione Veneto (1 milione e 300 mila euro) dove nemmeno la tecnologia di collegamento più elementare era mai arrivata: una copertura wi-max quella dei 12 territori vicentini considerati «tecnologicamente svantaggiati» (i comuni di Altissimo, Calvene, Conco, Crespadoro, Enego, Foza, Gallio, Grancona, Lugo, Lusiana, San Germano dei Berici e San Pietro Mussolino), portata a termine alla fine di ottobre. E intanto anche in centro città si moltiplicano gli hot spot.

La copertura regionale «La situazione nelle capoluoghi veneti è buona, ma per il resto siamo molto lontani da una connessione diffusa — dice Giorgio Dal Negro, presidente Anci — i comuni più piccoli sono del tutto esclusi e ci sono ancora difficoltà in molti quartieri lontani dal centro». E per sanare almeno in parte la piaga del digital divide lo scorso 19 ottobre la Regione Veneto, ha approvato un provvedimento che prevede un finanziamento di ulteriori 10 milioni di euro mentre l’ok per il wifi libero è arrivato ieri anche nei 3mila alberghi del veneto con la decisione annunciata dal ministro Maroni di non rinnovare più il decreto Pisanu. «Finalmente non saremo più fanalino di coda — ha detto Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto — con le libere connessioni wi-fi annunciate oggi, anche in Italia si potrà navigare liberamente in internet dall’albergo, come dal bar, dal ristorante o da sotto l’ombrellone in spiaggia».

 

 
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