Home Notizie a Mestre Città Sociale Solo un manager su tre si taglia lo stipendio
Solo un manager su tre si taglia lo stipendio PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Novembre 2010 12:53
c_farsetti_dal_corriere

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Da: il Corriere del Veneto:

VENEZIA — La cura dimagrante, almeno sulla carta, delle società della mobilità è partita giovedì. La giunta ha infatti approvato un atto di indirizzo per arrivare entro fine anno alla nuova riorganizzazione delle aziende legate ai trasporti con la riduzione del numero in vista delle probabili gare del 2011. E’ il primo passo per arrivare all’operazione razionalizzazione che l’assessore alle Attività produttive Antonio Paruzzolo va dicendo da tempo. Alla fine infatti delle 32 società del Comune ne rimarranno soltanto venti, forse meno. Perché se da una parte ci sono spesso competenze sovrapposte, dall’altra bisogna ridurre i costi delle aziende e dei cda. Anche perché solo gli amministratori di nuova nomina si sono ridotti i compensi del 10 per cento, tutti gli altri hanno mantenuto gli stipendi di prima. La conferma arriva dall’operazione trasparenza lanciata dal ministro dell’Innovazione Renato Brunetta e fatta propria da Ca’ Farsetti con la pubblicazione sul sito internet. Presidenti, amministratori e consiglieri di Actv, Ames, Pmv, Venezia Spiagge, Venis, Veritas, Vela e Marco Polo infatti si sono ridotti i compensi dopo la chiara indicazione del sindaco Giorgio Orsoni a farlo.

Pochi però se confrontati con il numero totale. Il presidente di Actv Marcello Panettoni può contare così su 54 mila euro all’anno (a cui però devono essere aggiunti quelli di direttore auditing), così come il presidente di Ames Pietro Lotto e l’amministratore delegato Giampietro Marchesse (che somma il compenso di ad a quello di consigliere). Antonio Stifanelli si deve «accontentare » di 36 mila, mentre il vicepresidente Nadi Pettenò di 22.500. Discorso a parte merita il Casinò di Venezia: il presidente Mauro Pizzigati mantiene i 60 mila euro, la consigliera Teresa Morelli grazie agli incarichi speciali e al ruolo di amministratore unico della Ranch srl (società che possiede i terreni della casa da gioco) arriva a quasi 35 mila euro, diecimila in più dell’anno scorso. Il nuovo amministratore delegato Vittorio Ravà si ferma invece a 27.450 euro per tutto il 2010, contro i 250 mila euro dell’ex Carlo Pagan. «Sono riferiti al mio ruolo di ad, altra cosa è il compenso da direttore generale che evidentemente il Comune ha deciso di non rendere pubblico», dice il nuovo responsabile di Ca’ Vendramin che giovedì ha cominciato a discutere con i sindacati del piano industriale iniziando dagli incentivi all’esodo dei dipendenti più anziani e dai part time.

Intanto la giunta ha dato il via libera alla rivoluzione delle aziende creando un gruppo di lavoro interdirezionale con i presidenti della mobilità che produca entro la fine di dicembre un’analisi approfondita e una proposta di riorganizzazione. Per ora due le ipotesi sul tavolo: la prima che vede Actv assorbire praticamente gran parte dei compiti delle società, la seconda la divisione tra gestione (Actv) e patrimonio (Pmv) con un’azienda della mobilità a dettare la linea. Molte delle società comunque hanno le ore contate come ad esempio Lido Eventi & Congressi visto che tutta la gestione del marketing della galassia societaria di Ca’ Farsetti passerà nelle mani della Venezia Marketing Eventi. Pronte ad essere chiuse anche la Marco Polo, la Nicelli spa, In Venice-Service, mentre rimane ancora un’incognita il futuro di Insula con gli assessori divisi tra chi vuole liquidarla e chi invece pensa di aumentarne le competenze.

 
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