| Crisi, via da Murano le vetrerie Moretti: «Andiamo a Marghera» |
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| Venerdì 29 Ottobre 2010 09:32 |
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murano_dal_corriere Da: il Corriere del Veneto: VENEZIA - Trasporti complicati, lenti, inefficienti e onerosissimi per le materie prime e soprattutto per i tanti lavoratori muranesi che ormai abitano in terraferma. E ancora: costi elevatissimi per la messa a norma delle fabbriche, sempre troppo vicine alle case. C'è poco da fare: Murano è un'isola in mezzo alla laguna. E non potrà mai competere con gli altri siti produttivi. Non caso le industrie del vetro stanno chiudendo una dopo l'altra e da oltre vent'anni non apre una nuova fornace. «Temo che la crisi di Murano sia ormai senza ritorno». Giovanni Moretti lo dice pesando le parole. E poi aggiunge: «Ma una soluzione c'è: trasferire l'intera Murano in terraferma, nelle aree vuote di Porto Marghera». Non è una boutade e la proposta pesa. Perché Giovanni Moretti è una delle voci più autorevoli del vetro di Murano e membro di spicco della giunta di Confindustria. L'imprenditore ha nel cassetto un progetto preciso. «Serve individuare un sito a Marghera dove costruire un particolare forno ad alta tecnologia gestito da una società terza che affitterebbe ad hoc gli impianti produttivi alle stesse aziende del vetro di Murano 24 ore su 24». E in questo modo si potrebbero coprire in fasce orarie diverse le esigenze di produzione di tutte le aziende muranesi con un abbattimento dei costi di oltre il 30 per cento a cui si aggiungerebbe il risparmio dello smaltimento. D'altro canto tanti maestri vetrai dopo essere stati tradizionalmente muranesi o buranelli vivono proprio in terraferma, ma restano per tutta la vita muranesi o buranelli. «Perché non può farlo anche il vetro?», conclude Moretti. «Perché una delocalizzazione a Marghera rischia di mettere in discussione una tradizione millenaria - ribatte il presidente della sezione vetro di Confindustria Diego Ferro - La proposta di Moretti verrà valutata, è uno dei grandi protagonisti della storia dell'isola, ma prima aspettiamo i risultati della soluzione a cui stiamo lavorando: lo spostamento delle aziende a Sacca Serenella. Se non andasse in porto, siamo pronti a ragionare su Marghera». Moretti, infatti, non parla a caso. Da tempo Confindustria sta valutando il problema e progettando il trasloco di gran parte della produzione nell'isola a nord di Murano. «Stiamo trattando con il demanio anche per creare uno scalo e un parcheggio agevolato per i dipendenti dietro l'aeroporto - continua Ferro - per creare un'asse lungo il canale di Tessera e abbattere i costi di trasporto». Moretti e Ferro comunque sono d'accordo sul futuro di Murano. «Liberare l'isola da alcuni siti produttivi che non sono più redditizi - continua Moretti - permetterebbe di valorizzare gli spazi a fini turistici e dare maggior peso agli show room, un po’ come per l'abbigliamento nell'outlet di Noventa». «L'idea di Moretti deve essere valutata con molta attenzione - interviene il presidente di Promovetro Gianfranco Albertini - di fatto la situazione delle piccole imprese del vetro è gravissima. Basta che esca una nuova legge ambientale e chiudono tutte. Ma l’ipotesi Marghera è rischiosa: potremmo perdere il marchio vetro di Murano».
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