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Case popolari, un terzo vive con meno di 500 euro PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Ottobre 2010 13:32
case_popolari_dal_corriere

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Da: il Corriere del Veneto:

VENEZIA — La casa allontana persino la data di nozze. Gli affitti sono alti, vanno dati mesi di anticipo e tante garanzie e accendere un mutuo per acquistare in tempo di crisi è un incubo. Così 119 coppie hanno tentato di avere una cosa pubblica partecipando al bando Erp anche perché se il fatidico sì è in programma entro un anno il Comune dà qualche punto in più in graduatoria. Ottenere un alloggio in tempi brevi non sarà comunque facile. Delle tremila domande presentate all’assessorato Casa 2.844 hanno ottenuto il via libera all’assegnazione. Ma di appartamenti pubblici, tra emergenze sociali, restauri e normale turn over, solo un centinaio all’anno finiscono all’Erp (edilizia residenziale popolare). La lista di chi prima o poi otterrà le chiavi di una casa con un affitto proporzionale al reddito da giovedì è online sul sito del Comune di Venezia: chi è stato escluso o ritiene di aver ottenuto pochi punti (sono a seconda di reddito, stato di famiglia, età, situazione abitativa) può fare ricorso, poi sarà stilata la graduatoria definitiva partiranno le assegnazioni.

Ma sarà un’altra corsa ad ostacoli. Quasi un terzo di chi ha fatto domanda (1.197 persone), vive con un reddito inferiore alla pensione minima dell’Inps e cioè 516 euro al mese. Altre 1.283 famiglie superano di poco i mille euro, e le prime sei pagine della graduatoria riportano dati che nemmeno Ca’ Farsetti si aspettava con punteggi che vanno dai 36 ai 20. Mai era capitato prima, all’ultimo bando il primo della graduatoria aveva infatti un punteggio alto (26) ma poi in meno di due pagine i numeri scendevano. «E’ evidente che la casa è un problema sempre più serio—dice l’assessore Bruno Filippini—e a questo disagio si associa la crisi». In cinque anni molti hanno perso il lavoro e i redditi sono rimasti invariati. «Affitti e costo della vita sono invece aumentati — continua Filippini — se non mettiamo in campo più alloggi pubblici non riusciremo a rispondere alle richieste d’aiuto». Rispetto al bando del 2005 sono arrivati quasi 400 moduli in più e sul bando di dieci anni fa ci sono più di mille famiglie in coda per una casa Ater.

Tra queste ci sono 55 stranieri che risiedono a Venezia da almeno tre anni e hanno deciso di portare la moglie e i figli in Italia. Ma ci sono anche 223 sfrattati, 418 adulti che da soli crescono i propri figli e 337 nuclei che pagano un affitto che si «mangia» più del 50 per cento del reddito. «Siamo molto preoccupati — dice l’assessore — oggi in molti sopravvivono grazie alla solidarietà delle proprie famiglie ». Se però la crisi non migliora a sentire Ca’ Farsetti e nonni, zii, mamme e papà non riusciranno più a sostenere figli e nipoti: «Sarà una tragedia». Tra i tanti che sperano di non dover attendere anni prima di avere le chiavi di una casa sicura e soprattutto con un affitto basso ci sono anche 582 over 60, 777 famiglie con serie emergenze sociali o abitative, 400 disabili e per la prima volta 263 tra cassaintegrati e disoccupati. Grazie a un emendamento del consiglio comunale il bando è stato aperto alle vittime della crisi e a chi anche paga affitti in nero, ma solo 12 hanno denunciato l’irregolarità.

 
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