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«Lavoro, soldi alle aziende che assumono giovani» PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Ottobre 2010 08:21
zaia_dal_corriere

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Da: Il Corriere del Veneto:

VENEZIA—«Abbiamo passato un anno a mettere i cerotti. Dovremo metterli anche per i prossimi dodici mesi, ma adesso bisogna pensare ad altro». Cioè alla cura. La ferita a cui allude Franca Porto, segretaria regionale Cisl, si chiama lavoro, e affligge un Veneto sconcertato da un’inedita emergenza occupazionale e attraversato da un clima sociale non privo di tensioni. Invocato a gran voce da mesi, soprattutto dalle confederazioni sindacali, ieri è finalmente partito il tavolo regionale dell’economia. Davanti al governatore e amezza giunta, si sono visti a Palazzo Balbi tutti i rappresentanti delle principali categorie e dei lavoratori. Momento istituzionale, di avvio, ma con un tentativo già in atto «di non perdersi in chiacchiere», come dice il segretario Uil, Gerardo Colamarco. Tre punti forti: ammortizzatori sociali, soldi per il credito alle piccole e medie imprese e - possibile novità - incentivi alle aziende che tornano ad assumere.

Luca Zaia non scopre del tutto le carte: «Da questo incontro esce una squadra veneta per il lavoro e per l’occupazione. Abbiamo fissato un nuovo appuntamento per sviscerare i singoli temi, che abbiamo già identificato. Uno mi sta a cuore particolarmente: la premialità nelle assunzioni, possibilmente di giovani. Come? Non abbiamo ancora individuato ancora uno strumento, ma ci siamo dati pochi giorni per definirlo ». Una traccia la forniscono Franca Porto e il segretario Cgil Emilio Viafora che, come spesso capita sul piano locale, sono molto più in sintonia di quanto ci si aspetti da confederazioni quasi nemiche: «Metodo e contenuti - spiegano - possono essere mutuati dall’accordo che abbiamo chiuso con gli artigiani. Che prevede lo spostamento parziale dei fondi bilaterali verso un meccanismo di incentivazione alle imprese che assumono giovani e precari da stabilizzare ». Senza dimenticare «i lavoratori maturi che hanno difficoltà a ricollocarsi».

Sulle nuove generazioni ha speso più di una parola, nel suo intervento, Andrea Tomat: «Ci sono almeno due classi di età, fra i giovani, che si trovano escluse dal mercato del lavoro». La conseguenza è seria sul piano sociale «ma anche in termini di competitività del sistema, che richiede fra le altre cose dimestichezza con i network e le nuove tecnologie ». Una prerogativa degli under 35. Che, appunto, vanno assolutamente recuperati al mondo del lavoro. Tomat, a fine incontro, appare soddisfatto: «Abbiamo ravvisato la necessità di pensare una strategia per il futuro sia sui settori tradizionali che su qualcosa di nuovo. Opereremo dividendoci in gruppi di lavoro su tavoli separati». Il chiodo fisso di Zaia è poi il credito alle imprese. Il governatore ha annunciato lo stanziamento di 35 milioni quest’anno e 15 per l’anno prossimo a favore di Veneto Sviluppo. I soldi vengono dalla manovra di aggiustamento di bilancio e saranno destinati alla costituzione del fondo di garanzia, o meglio del rafforzamento patrimoniale dei confidi che qualcuno ha voluto già chiamare «Zaia bond». La potenza di fuoco che può generare l’operazione è di due miliardi in crediti per il riscatto e il riavvio dei Piccoli, grandi generatori di occupazione negli ultimi decenni. Ultima ma non per importanza, la questione della cassa integrazione in deroga. «Abbiamo parlato della necessità di chiudere un accordo entro la fine dell’anno sugli ammortizzatori sociali», spiega il governatore, che non azzarda cifre sui soldi da stanziare. Due aspetti con cui fare i conti: la fretta, perché anche nel 2011 si dovrà assicurare sostegno ai lavoratori privi di tutele statali; la selezione fra le aziende beneficiarie, perché forse l’anno prossimo «i cerotti» non saranno più sufficienti per tutti.

 
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