| Autisti e marinai stranieri Actv sfida il regio decreto |
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| Mercoledì 20 Ottobre 2010 14:16 |
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actv_dal_corriere Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA - C'è un indiano di Chioggia che butta la corda sui vaporetti, un burkinabé di Camponogara che ripara i motori degli autobus e anche un tunisino di Favaro che comanda le gru. Adottati o sposati con un'italiana. E poi gli stranieri doc, i primi due su quasi tremila addetti: un cingalese dello Sri Lanka alla guida dei bus e un moldavo della Moldavia, anche lui autista della terraferma. «Mi sono preso la responsabilità di assumerli contro la legge anche se non hanno ancora la cittadinanza italiana », ride il direttore del personale dell'azienda dei trasporti veneziani Mario Bassini. Perché le assunzioni dell'Actv sarebbero ancora regolate da un regio decreto del 1931 che prevede l'ingaggio «per i soli cittadini italiani o di altre regioni d'Italia». E se le regioni d'Italia come Eritrea, Somalia italiana, Libia, Etiopia italiana, Dodecaneso e Albania non sono più italiane da quasi un secolo, lo Sri Lanka non ha mai avuto a che fare con la storia coloniale. In piena crisi di domande, Bassini ha assunto anche stranieri, di cui molti su vaporetti e bus hanno cominciato ad accorgersi. «Quando mi sono presentato ad Actv avevo fatto l'autista personale del conte Jacopo Marcello e avevo cinque milioni di chilometri di autobus granturismo alle spalle senza nessun incidente - spiega il cingalese Vernon Sri Apuinas Fernando Pull - ho fatto un colloquio e mi hanno assunto ». Semplice. E a sentire Vernon non c'è nulla di più normale di un cingalese che usa ogni tanto termini dialettali e guida un bus zizagando tra cantieri del tram e tra le auto del traffico mestrino dell'ora di punta. Problemi? Nessuno. «La gente non entra dalla porta davanti per guardare l'autista, entra da dietro per non pagare il biglietto», scherza. E in effetti l'altro autista a cui Vernon dà il cambio si comporta esattamente come con tutti quanti i colleghi. «Ciapa, xe tutto tuo», dice scendendo dal bus. «Il mondo è cambiato - continua - gli stranieri che fanno paura sono quelli che non lavorano. Quelli che lavorano passano inosservati». Poco importa che la differenza di colore sia notevolissima. Anche per Issa Sibane che ha attraversato mezza Africa facendo mille lavori per diventare capo squadra manutenzione nei cantieri dell'Actv di via Martiri della Libertà. «Finalmente ho messo un po' di colore in mezzo a tutto 'sto bianco », dice ridendo. Problemi? «A volte». Razzismo? «Ma no per carità. Problemi con quelli che non hanno voglia di fare niente». Per il resto sono tutti colleghi. Che tra dipendenti dell'Actv diventano appunto l'indiano di Chioggia, l'africano di Camponogara o il tunisino di Favaro. «Mica puoi dire il chioggiotto di Chioggia», chiosa un collega di Vernon e Issa. «Sennò poi non capisci chi è», conclude. Probabilmente queste saranno le ultime assunzioni di cittadini non italiani. «A differenza dei colleghi di Milano o Torino che non saprebbero come far girare gli autobus senza manodopera di origine straniera - sottolinea il direttore del personale di Actv - qui l'azienda ha ripreso ad attirare richieste». Le domande che sono aumentate esponenzialmente con la crisi di Marghera e la chiusura dei cantieri De Poli di Pellestrina, l'unico cantiere navale rimasto in laguna. «I problemi occupazionali del territorio hanno reso Actv sempre più appetibile - conclude Bassini - e sono pochi gli stranieri che hanno la licenza di navigazione o le patenti necessarie».
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