Home Notizie a Mestre Città Sociale "Il patrono di Mestre torni al centro delle feste"
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Giovedì 30 Settembre 2010 09:46
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Da: Gente Veneta:

Riportare al centro il “padrone di casa”: san Michele, patrono di Mestre, ragione stessa per cui si celebra l'Autunno mestrino. Mons. Fausto Bonini, arciprete del Duomo, presenta le iniziative organizzate dalla parrocchia e dalla Fondazione del Duomo per le prossime feste cittadine: un ciclo di conferenze su angeli, santi, patroni e città; una mostra di vedute mestrine di Vittorio Felisati; un libro e una mostra dal titolo “Venezia. Cartoline inedite”; il tradizionale concerto di S. Michele; i concerti d'organo della domenica pomeriggio in Duomo. Ma non trattiene il fastidio, mons. Bonini, per il modo in cui le iniziative dell'Autunno mestrino sono state presentate quest'anno dal Comune. Alla messa in Duomo per il patrono, nella mappa-calendario stampata quest'anno, vengono dedicate solo due righine, in coda a tutto il programma, appena prima della “Commemorazione dei caduti di tutte le guerre”. «Esiste ancora un san Michele? Mi sento di prendere le difese del santo patrono. Ricordo a tutti che dal medioevo in poi questa era la fiera che si faceva a Mestre, ed era incentrata tutta sul santo patrono».

Il fastidio si fa più forte ripensando al fatto che negli anni scorsi, specie a partire dal Bicentenario del Duomo, le celebrazioni religiose avevano conquistato la testa delle pubblicazioni realizzate per diffondere gli appuntamenti delle feste che andavano “Da San Michele alla Sortita”. «Ora la Sortita non c'è più, ma quel che è peggio è che ha trascinato via anche san Michele», commenta l'arciprete. «Adesso c'è tutto quello che ruota attorno a quella festa, ma non si sa più attorno a cosa». Tanto più, spiega mons. Bonini, che la messa celebrata ogni anno dal Patriarca porta sempre un contributo di idee per l'edificazione della città e della comunità mestrina: «Metterla in un angolino, dopo gli eventi enogastronomici e sportivi, significa non aver capito il senso di questa celebrazione».
Per non parlare degli errori: la messa è indicata il 29 settembre alle 18.00, invece che alle 18.30; e si dice che è presieduta dal Patriarca, mentre sarà il vescovo ausiliare mons. Pizziol a presiederla, visto che il card. Scola in quei giorni è a Roma per i lavori della Cei.
C'è un motivo per cui il Delegato patriarcale per la Terraferma insiste tanto su questa festività: «San Michele potrebbe diventare l'elemento unificante di tutta la terraferma: ci si riconosce attorno a dei simboli e il patrono potrebbe diventare un elemento di identità comune». Lo sa, mons. Bonini, che c'è ancora della strada da fare. «La polemica sul fatto che ogni parrocchia ha il suo patrono è pretestuosa: san Michele si pone accanto agli altri. Anche san Lorenzo è il patrono della nostra parrocchia, ma san Michele è l'elemento unificante di una zona più vasta».
C'è perciò necessità di «far crescere la sensibilità, tra la gente, di un'appartenenza che non sia solo lamentosa, ma orgogliosa di essere mestrina, riscoprendo la dignità di una città che in passato ha vissuto in modo sofferto la dipendenza da Venezia e oggi riscopre la sua valenza di città dentro la Grande Venezia. Riconoscendo la specificità, si mettono insieme le diversità in un'unità più alta».
In questo senso va colto anche l'invito a spostare in Terraferma al 29 settembre la festività civile: si sarebbe potuto fare quest'anno che il 21 novembre cade di domenica, a mo' di sperimentazione. Ma pare che anche quest'anno... (P.F.)

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Settembre 2010 10:21
 
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