Home Notizie a Mestre Città Sociale I francesi fanno il prezzo «Coin vale 1,5 miliardi»
I francesi fanno il prezzo «Coin vale 1,5 miliardi» PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Settembre 2010 08:36
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Da: Il Corriere del Veneto:

VENEZIA — Da ieri il gruppo Coin è ufficialmente in vendita, anche se non c’è particolare fretta da parte degli azionisti di controllo, i francesi di Pai. Fissato anche il prezzo: 1,5 miliardi, ovvero un robusto 50% circa di premio rispetto alla attuale capitalizzazione di Borsa, molto vicina al miliardo di euro (ieri il titolo ha chiuso a 6,88 euro, in rialzo del 2%). La Financiere Tintoretto, la società-veicolo che detiene il 68% di Coin ed è a sua volta controllata, appunto, dal fondo Pai Partners assieme a Fincoin (cioé la famiglia fondatrice) in una posizione di minoranza, ha diffuso un comunicato in cui si conferma la decisione di voler mettere sul mercato la quota. Nella nota Financiere Tintoretto, anche in relazione alle indiscrezioni sui giornali, comunicava di aver chiesto ieri al gruppo Coin di poter aver accesso ai documenti della società «nel contesto dello studio di alternative strategiche per la valorizzazione della propria partecipazione».

Il progetto - operazione «naturale» per un fondo di private equity a distanza di cinque anni dal suo ingresso - punta alla vendita del 68% tramite asta competitiva, cui seguirà l’Opa totalitaria obbligatoria. Non ci sono tempi prefissati, ma la previsione è che le vere trattative decollino a fine anno, e che il passaggio di mano avvenga nel 2011. Al momento, si sta avviando solo la scelta dell’advisor finanziario, tant’è che hanno cominciato a circolare le voci sulle banche d’affari interessate (le solite: Ubs, Jp Morgan e Merrill Lynch, Mediobanca). I fondi Pai, che ufficialmente non fissano alcun prezzo di partenza, hanno aspettative sul valore che comprende la «creazione di valore» che nel tempo dovrebbe realizzare la recente acquisizione di Upim. La cifra stimata è di 1,5 miliardi e la platea di potenziali interessati sembra essere quella degli altri fondi internazionali di private equity.

Non pare molto gettonabile l’ipotesi di una trattativa con un soggetto industriale, che potrebbe modificare radicalmente gli equilibri del gruppo veneziano gestito dall’amministratore delegato Stefano Beraldo. Intanto, ieri Coin ha diffuso i conti semestrali (febbraio-luglio 2010) che registrano un utile ante imposte di 7,7 milioni, in lieve crescita rispetto ai 7,5 milioni del 2009. Lo stesso dato senza conteggiare Upim sarebbe stato di 16,1 milioni, più del doppio del primo semestre fiscale 2009. Il margine operativo lordo nella prima metà di quest’anno è di 61,1 milioni, in crescita del 25,9%, mentre senza Upim l’aumento del mol sarebbe stato del 24,1%. Le vendite «sotto insegna» sono state pari a 802,9 milioni (+40,3%); escludendo Upim, avrebbero registrato un aumento del 5,5%.

 
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