| Forall, Telwin, Lotto e Aprilia La solidarietà si fa contratto |
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| Lunedì 13 Settembre 2010 13:16 |
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dipendenti_dal_sito_del_corriere Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA — Sono ancora una minoranza, mai contratti di solidarietà applicati in Veneto risultano i più numerosi in una ideale classifica fra le regioni italiani, sia in senso assoluto che come incidenza sull’insieme dei lavoratori interessati da ammortizzatori sociali. Lo conferma un’indagine della Cisl regionale che fissa a 91, alla fine del primo semestre di quest’anno, le aziende che hanno adottato la formula ed a 8.761 i dipendenti coinvolti. Una distinzione per province rivela come sia Vicenza il territorio più emancipato nei confronti di questo modello, nato per redistribuire equamente il lavoro fra tutti e consentire agli addetti di mantenere il contatto con l’azienda. Nell’area berica, dati alla mano, le imprese che hanno adottato il Cds sono 33 per un totale di 4.347 addetti, la metà del totale. Maglia nera invece al rodigino, dove la formula appare del tutto disapplicata. Franca Porto, segretaria generale del sindacato di Raffaele Bonanni in Veneto, sottolinea come il massiccio utilizzo del Cds denoti «una mentalità delle aziende molto positiva, non solo dal punto di vista solidaristico ma anche sotto il profilo della capacità di rimodulare la propria organizzazione. Non hanno paura di farlo e scelgono così di seguire la strada molto più lineare, anche se oggettivamente in alcuni casi obbligata, della cassa integrazione». Gli strumenti di flessibilità, declinati benissimo quando la situazione economica è positiva, in Veneto sembrano dunque essere considerati validi pure nei periodi di vacche magre. Anche se, a volte, per una sorta di «concorso di colpa» fra datore e dipendente, laddove il Cds potrebbe essere applicato si opta per la Cig. «Da una parte fa da ostacolo la pigrizia dell’azienda, che non intende rivedere processi di produzione consolidati, dall’altra sappiamo bene come la Cig permetta a più di qualcuno di avere del tempo libero da dedicare a qualcos’altro di proficuo...». Tra i settori di maggiore utilizzazione, spiccano la moda, la concia e la chimica con 24 aziende e 3661 addetti. Proprio nell’abbigliamento troviamo il più grande Cds del Veneto, cioè quello che riguarda la Forall, realtà del tessile di Quinto Vicentino che coinvolge tutti i 723 addetti. Nella scaletta dei settori seguono la metalmeccanica (26 aziende per 2.722 dipendenti) e il commercio e turismo (34 per 1.783 lavoratori). Il segretario di Fisascat Treviso, Mirco Ceotto, spiega: «A rendere lo strumento più accettabile nel terziario sono decisioni come quella dell’Ente Bilaterale che, nella Marca, dispone per i lavoratori interessati di una integrazione aggiuntiva a quella pubblica». Tornando all’industria, altre esperienze illustri di contratti di solidarietà riguardano, nel Trevigiano, Stefanel a Ponte di Piave e, più di recente, 130 addetti della Lotto del presidente di Confindustria, Andrea Tomat. «Tutti e tutti i giorni» per almeno quattro ore è invece la formula di Aprilia di Scorzè (Venezia), del gruppo Piaggio. «È importantissimo per il morale delle persone - rileva Rossella Sbrogiò, Rsu di Fim Cisl - perché nessuno si sente fuori dall’azienda e poi la busta paga si riduce di poco. E il mutuo per la casa si può continuare a pagarlo». Di quanto si accorci un salario lo si può comprendere attraverso un esempio standard, quello di Telwin, realtà del metalmeccanico di Villaverla (Vicenza). Ne parla Fabrizio Carollo, anche in questo caso Rsu Fim: «In media noi andavamo casa con 1.300-1.400 euro netti al mese. Con la Cig a zero ore si sarebbero ridotti a 834 (il massimale). Grazie al contratto di solidarietà e alla distribuzione sul mensile del premio aziendale prima annuale, che con la Cig avremmo perso, le paghe sono passate a 1.100-1.200 euro. La differenza naturalmente c’è ma non è così pesante».
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