| Zaia insedia i Saggi: «Così otterremo da Roma maggiore autonomia» |
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| Mercoledì 04 Agosto 2010 10:20 |
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zaia_dal_sito_del_corriere Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA — L’operazione non è delle più semplici, poiché in epoca di risorse calanti (causa tagli operati dalla manovra governativa), pretendere competenze crescenti richiede uno sforzo aggiuntivo e una fede molto salda nei propri mezzi. Però Luca Zaia, presidente leghista del Veneto, ne aveva fatto un punto d’onore del proprio programma di governo: «Negozieremo con il governo centrale - aveva detto fin dal debutto come governatore - l’attuazione del federalismo a geometria variabile, perché il Veneto vuole più autonomia per diventare la Catalogna d’Italia». E così sia. Prima della pausa estiva, Zaia ha insediato a palazzo Balbi la commissione dei «saggi» che lo affiancheranno in questa sfida. Perché di sfida si tratta: per quanto al governo centrale siedano forze dichiaratamente federaliste - a cominciare, naturalmente, dalla Lega -, in Italia finora non è mai accaduto che una Regione «normale » (non dotata, cioè, di statuto speciale) sia riuscita a strappare allo Stato centrale competenze diverse e maggiori rispetto a quelle ordinarie. Zaia lo sa e avverte: «Se il governo ci dovesse rispondere picche - ha messo in chiaro il presidente della Regione - vorrebbe dire che non ha capito nulla di quanta necessità ci sia per il Veneto di ottenere maggiore autonomia. Noi non avremo più alibi - ha aggiunto il governatore leghista - ma neanche il governo li avrà». Per riuscirci, Zaia si è affidato a mani sicure. Il coordinatore del gruppo di lavoro è quel professor Luca Antonini, costituzionalista dell’Università di Padova, che già presiede la commissione tecnica per l’attuazione del federalismo fiscale ed è consulente del governo su questi temi. Lo affiancheranno il giurista Ludovico Mazzarolli, professore di diritto pubblico all’Università di Udine, e l’avvocato Massimo Malvestio, consigliere giuridico di fiducia del governatore. Completano la commissione l’avvocato costituzionalista Sandro De Nardi, già consulente della Regione per l’elaborazione del nuovo Statuto, e tre giovani ricercatrici venete in materie giuridiche: Monica Bergo, Chiara Ferretto e Giorgia Gosetti. Per la cronaca, la spesa complessiva per il funzionamento della commissione è stata quantificata in 160 mila euro. Leonardo Muraro, presidente leghista dell’Unione delle Province venete, vedrebbe molto bene un ottavo componente: «Nel gruppo di lavoro entri anche un esperto degli Enti locali - suggerisce Muraro -, vogliamo dare il nostro contributo alla battaglia politica del governatore Zaia». Il mandato dei «saggi per il federalismo » è chiaro: «A loro affido un compito - spiega Zaia - tanto semplice quanto determinante per il futuro della nostra regione: lavorare all’applicazione concreta dei decreti sul federalismo fiscale e approntare una piattaforma di richieste del Veneto da presentare al governo nazionale, per concretizzare quanto prevede la Costituzione in materia di federalismo a geometria variabile». In sostanza: il Veneto reclamerà maggiori competenze e un livello superiore di autonomia in materie come l’istruzione, le politiche sociali, la viabilità, le politiche energetiche e sociali. «Noi chiederemo tutto quello che si può chiedere, il massimo - argomenta il governatore - e dal massimo partiremo per negoziare con il governo centrale». D’accordo, ma con quali risorse? Se a maggiori competenze non si accompagnano maggiori trasferimenti finanziari dallo Stato, il gioco non vale la candela. «Lo so bene - replica Zaia - ma adesso che il governo ha messo a posto i conti con la manovra, è arrivato il momento di far lavorare tutti i componenti della famiglia Italia allo stesso modo. I punti fermi da cui partiamo sono l’applicazione dei costi standard, uguali dalle Alpi alla Sicilia, e il principio di responsabilità. Noi vogliamo dare prova di efficienza e siamo solidali, però non può essere che tre regioni, tra cui il Veneto, continuino a pagare il conto per tutti gli altri».
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