| «Basta, faccio lo sciopero dei saldi» |
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| Martedì 13 Luglio 2010 08:21 |
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Da: il Corriere del Veneto: VERONA — In molti non hanno saputo resistere alla tentazione e hanno ceduto all’esodo oltre confine per approfittare degli sconti stagionali. Altri, una risicata minoranza, si sono abbandonati al conto alla rovescia verso la tanto attesa data del 17 luglio. Ancora una settimana e poi via allo shopping al risparmio in città. Già, perché quest’anno in tutto il Veneto, la stagione dei saldi inizierà in ritardo di circa due settimane rispetto alle regioni vicine come Lombardia e Trentino Alto Adige. Una decisione che non è piaciuta ai commercianti veronesi. Ma oltre alle solite lettere di critica delle associazioni di categoria, qualcuno di loro ha voluto protestare in una maniera un po’ più «insolita». Un vero e proprio «sciopero dei saldi» in piena regola. È quanto ha deciso di mettere in atto Graziella Tabacchi Basevi, titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento di via Leoni. «Si informa la gentile clientela che in questo negozio non si effettueranno i saldi di fine stagione». L’avviso campeggia sulle due vetrine del negozio e non sono pochi i curiosi che si fermano a leggerlo con aria sorpresa. «Non si può accettare una concorrenza sleale basata sugli anticipi - spiega Basevi, che ricopre anche il ruolo di presidente della categoria moda di Confcommercio -. Siamo in uno stato di totale anarchia, dove i commercianti sono costretti a darsi battaglia tra loro. Occorre più che mai puntare sulla qualità per riconquistare la fiducia dei clienti». E, secondo l’imprenditrice, è proprio la strategia degli sconti stagionali a minare l’equilibrio tra negoziante- acquirente. «Come posso spiegare a un mio cliente il motivo per cui una maglietta un giorno costa 40 euro e il giorno dopo 30, se siamo ancora in piena stagione? - chiede Basevi -. Ormai i saldi non arrivano più a fine stagione. La vecchia idea di ricorrere agli sconti per svuotare i magazzini prima dell’arrivo delle nuove collezioni, non regge più. Adesso si anticipano sempre di più le date ed è come se gli sconti dovessero essere la risposta alla crisi». Una protesta che non è piaciuta all’assessore regionale al Commercio, Isi Coppola: «Vogliono fare lo sciopero dei saldi? Allora che facciano anche quello dell’iscrizione alle categorie che li rappresentano. Ci siamo riuniti a metà maggio per stabilire le date e le proteste arrivano solo adesso?». A Mantova e a Rovereto, i saldi sono iniziati lo scorso 3 luglio. La provincia trentina ha persino promosso una campagna pubblicitaria che invitava i veronesi a «fare una gita fuori città» per approfittare degli sconti. Un’iniziativa che non è piaciuta all’assessore comunale alle Attività Economiche, Enrico Corsi: «Si tratta di province che distano pochi chilometri da Verona ed è ovvio che un tale anticipo non possa fare altro che danneggiare il nostro commercio e alimentare le proteste - spiega -. Ho scritto una lettera all’assessore Coppola. Credo che per quest’anno ormai non ci sia più nulla da fare, ma vorrei che si prendesse in considerazione la mia proposta di invitare anche i rappresentanti della amministrazioni dei comuni capoluogo alle riunioni durante le quali vengono stabilite le date dei saldi, per cercare di arrivare a una mediazione con le regioni limitrofe». Sulla protesta messa in atto dal negozio di via Leoni, l’assessore non si sbilancia: «È ovvio che i negozianti reagiscano a una situazione molto dannosa per loro».
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