| Saldi mascherati, prime multe ai negozi |
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| Martedì 06 Luglio 2010 08:15 |
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saldi_dal_sito_del_corriere Da: il Corriere del Veneto: PADOVA — Non è stata mica una brillante idea rimandare i saldi estivi al 17 luglio. Unoslittamento voluto a tutti i costi dalle associazioni di categoria, fedeli al motto «si svende solo alla fine della stagione», che però si è rivelato un clamoroso autogol per i commercianti veneti. Basta parlare con qualcuno di loro per sentirsi recitare un solo ritornello: «Ci siamo dati la zappa sui piedi. Mentre noi vendiamo a prezzo intero, i colleghi di Friuli, Lombardia ed Emilia sono partiti con i ribassi, così i clienti emigrano (in effetti ieri pienone di bellunesi, trevigiani e veneziani all’outlet di Palmanova, ndr). Tra l’altro molte persone erano abituate a fare spese prima di andare in ferie, approfittando delle svendite. Ora sposteranno il loro shopping nelle località di vacanza e quando torneranno avranno finito il budget disponibile ». «Non si può cambiare unappuntamento tanto atteso proprio durante la crisi—è il secondo refrain—è l’occasione principale per fare cassa». E così sabato, giorno di apertura degli sconti in gran parte d’Italia, è scattata la controffensiva: i saldi mascherati. Col risultato che a Vicenza e a Conegliano sono fioccate le prime multe da mille euro, mentre a Padova, Treviso e Venezia i vigili hanno iniziato controlli serrati. E del resto nei centri storici dei capoluoghi tutti, dalle grandi catene al negozio di famiglia passando per le boutique di griffe, sono ricorsi ad ogni espediente pur di proporre la merce a prezzi ribassati. Fioccano le vendite promozionali—eppure vietate un mese prima e uno dopo i saldi—e le liquidazioni, a Padova con le motivazioni più originali. «Galeazzo » la tiene oltre un mese «per lavori di straordinaria manutenzione causa allagamento», «Faro» la lancia con sconti dal 30% al 60% per «trasferimento nel negozio di fronte», «Marines-Roberta di Camerino» dimezza tutta la merce «per rinnovo assortimento». Più classici Stefanel e «Dafne D», che giustificano il -50% con il «rinnovo locali ». Poi c’è chi, invece di liquidazione o promozione, usa la fantasia: la «boutique Mary» in vetrina espone l’enorme cartello: «Sconti all’interno», «Il settimo velo» ha coperto la porta d’entrata con: «Bikini -50%», «All’interno sconti speciali su intimouomoe donna», «Completi intimi per fine serie sconto 50%». Vanno dritti al sodo anche «Nuvolari casa», addobbato con striscioni verticali verdi che strillano «Oh! Mio! Dio! Sconti-sconti 10%-40%», e «Terranova», forte dell’enorme richiamo: «Attenzione, super prezzi!». Benetton e Sisley si aggrappano a enormi punti interrogativi ed esclamativi per richiamare i clienti, una volta entrati subito avvertiti dalle commesse del 30% di ribasso alla cassa. E poi ci sono gli «special price» di «Videolook» (-30%) e «Manhattan», il «Cerca il tutto a...» di Oviesse e Upim, che propongono capi di abbigliamento da 5 a 20 euro e, il secondo, la fiera del bianco (-50% su asciugamani, tovaglie e lenzuola) e decurtazioni dal 20% al 40% su solari e cosmetici. Alcuni sono più discreti: «Bric’s» borse si affida al semplice avviso «all’interno articoli in eliminazione», in realtà poi sconta del 20% e del 30% la collezione estiva. «Cappelletto» scarpe sulle scatole, sotto il prezzo intero, ha scritto in matita quello ritoccato, «Zara» ha appiccicato sopra l’importo originario un bollino arancione con il nuovo costo d’occasione, mentre «Motivi» espone avvisi-civetta blu con una grossa forbice e la domanda: «Noi siamo pronti e tu?», che si traduce nel -20% alla cassa. La lista potrebbe continuare per ore, comprensiva dei 3x2 su slip e top di «Lovable» e sui solari di «Bipa», sui bikini a 9,90 euro di «Golden Point», sulle «occasioni estive al -30% e -50%» di «Douglas», sui cartellini più grandi esposti in vetrina da chi lascia piccoli quelli riferiti ai capi rimasti a prezzo intero.Mala gente è contenta dei finti saldi. E compra.
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