| Primi aborti con la Ru486, ma in un caso la pillola ha fallito |
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| Giovedì 17 Giugno 2010 08:26 |
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ru486_dal_sito_del_corriere Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA — Sono veneziane le prime quattro donne ad aver usato la pillola abortiva. All’Usl 12 il primato regionale sulla somministrazione dell’Ru486. Già l’azienda sanitaria lagunare in aprile era stata tra le prime ad ordinarla e oggi, a due mesi dalla consegna delle pillole, quattro pazienti l’hanno richiesta. Si tratta di due ragazze di Venezia e di due straniere con regolare residenza in Comune, tutte tra i 21 e i 33 anni. Le giovani sono state ricoverate per tre giorni e seguite negli ospedali del centro storico e della terraferma, come prevede la legge. Nessuna ha firmato per essere dimessa subito e in tre casi su quattro la somministrazione ha avuto buon esito. «Il successo della pillola è scientificamente accertato al 95%», informa l’azienda sanitaria. Per una delle pazienti l’Ru486 ha fallito, il distacco del tessuto embrionale non è avvenuto e i medici sono dovuti ricorrere all’intervento chirurgico. Il che rientrerebbe, per l’Usl, nelle statistiche scientifiche del farmaco. Le donne si sono rivolte direttamente agli ospedali di Mestre e Venezia e per ora sono le pioniere venete della pillola abortiva. Al momento infatti nei consultori e negli ospedali della regione nessuna aveva ancora chiesto l’interruzione di gravidanza farmacologica. Sarà per via dei tre giorni di ricovero contro un semplice day-hospital per l’intervento. Oppure sarà per il peso mediatico che la pillola ha scatenato dall’inizio della sua distribuzione alle aziende sanitarie. Tant’è che praticamente nessuna donna la sta richiedendo. Lo conferma anche l’Usl 12. «Il ricorso all’aborto farmacologico è minoritario», spiega l’azienda. Nel resto della provincia di Venezia, l’Usl 10 di San Donà di Piave ha in farmacia l’Ru486. «Non mi risulta che finora sia mai stata chiesta », dice il direttore generale Paolo Stocco. Lo stesso vale per l’Usl 13 di Mirano, mentre a Chioggia la farmacia ha deciso di ordinare il farmaco solo se richiesto. E quindi a oggi non ce n’è stato bisogno. Dalla messa sul mercato dell’Ru486 in Italia a oggi, le polemiche sulla sua disponibilità nelle Usl si sono placate. E’ facile tuttavia che in Veneto tornino alla ribalta. Domani a palazzo Ferro Fini la quinta commissione (Sanità) del Consiglio regionale torna a discutere la delibera del 2004 mai votata sulla presenza del Movimento per la vita nei consultori pubblici. «Nel nostro Paese si stanno portando avanti politiche esasperate sulla famiglia e contro l’aborto, senza però guardare la realtà dei fatti e cioè che la percentuale di interruzioni di gravidanza è davvero bassa», commenta l’Aied di Venezia, Associazione italiana per l’educazione demografica. Nel consultorio privato di Mestre nel 2009 hanno chiesto un aiuto abortire 71 donne. «Quando le gravidanze che abbiamo seguito lo stesso anno sono state oltre 250», spiega Aied. All’Usl veneziana i numeri degli aborti praticati sono decisamente più alti. In tutto le interruzioni di gravidanza con il metodo chirurgico l’anno scorso sono state 674, di cui 242 a Venezia e 432 a Mestre, con una media di venti interventi mensili in centro storico e 35 all’ospedale dell’Angelo. E ora che l’Ru486 è stata effettivamente testata da quattro pazienti, nessuno in realtà si aspetta che i numeri possano salire. «La media delle interruzioni di gravidanza è inalterata da molti anni», conclude l’Aied. Alla notizia però che la regione guidata da Luca Zaia ha rispolverato la vecchia delibera sul Movimento della vita in corsia e nei consultori pubblici (dove solo da qualche settimana sono fornite informazioni anche sull’Ru486), il movimento nato in Veneto nel 2005 promette di tornare a mobilitarsi.
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