Home Notizie a Mestre Città Sociale Fatica, carriere, paghe. Per le aziende venete scatta l’indice dello stress
Fatica, carriere, paghe. Per le aziende venete scatta l’indice dello stress PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Giugno 2010 14:19
stress

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Da: il Corriere del Veneto:

VENEZIA — È la prima malattia professionale dei veneti. Lo stress, sul lavoro, è infatti sempre in agguato. Può dipendere da una cattiva organizzazione, da un capo troppo dirigista, dall’impossibilità di portare a termine tutti i compiti assegnati. Ma anche da fattori esterni, tanto che viene accusato, secondo un’indagine dello Spisal Ulss 20 Verona, da un lavoratore su quattro. Le imprese venete sono oggi chiamate a valutare il rischio di «stress da lavoro correlato» per ogni singola posizione. E dovranno farlo al più presto: salvo proroghe, la scadenza prevista è il prossimo primo agosto. C’è però ancora parecchia confusione sulle modalità della rilevazione del rischio di stress.

Chiare e severe, invece, le sanzioni: per il datore di lavoro che non predispone la relazione o non nomina il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, è previsto l’arresto da quattro a otto mesi oppure una multa da 5mila a 15mila euro. Numerose società della regione hanno perciò già sperimentato, in collaborazione con gli atenei, alcune rilevazioni della propria situazione. Per evidenziare e spiegare i punti critici, dai reparti con la più alta incidenza di assenze alle mansioni con il maggiore turn-over. Ma soprattutto per introdurre gli accorgimenti necessari per valorizzare le persone e, soprattutto, per risparmiare. Il gruppo agroalimentare Veronesi, colosso dei mangimi e delle carni, ha coinvolto ad esempio una parte dei suoi 6.900 in uno studio. Hanno risposto in 400, chiarendo i forza e le criticità e l’azienda è così potuta intervenire, avviando un’apposita formazione dei quadri aziendali.

Di tutto questo si è parlato a Venezia, nel corso del convegno sulla «qualità del clima organizzativo », promosso dall’associazione LaborEtica e dai gruppi regionali dell’associazione per la direzione del personale Aidp e dell'associazione cultura qualità Aicq. Diversi casi aziendali sono stati presentati dagli autori del volume «Ma che freddo fa» (Franco Angeli, 2009), i veneziani Mario Bassini e Claudio Novello. Il primo è il direttore del personale dell’azienda di trasporti Actv, alla quale il libro dedica un capitolo: la società veneziana ha infatti sottoposto ad un monitoraggio gli impiegati di recente assunzione. Non troppo a sorpresa, ben il 38% dei dipendenti chiede una maggiore meritocrazia nella retribuzione e nella carriera. Ma mentre l’organizzazione aziendale viene considerata stabile, l’82% lamenta un aumento dei carichi di lavoro. Nel volume viene intervistato anche Emilio Cuomo, responsabile risorse umane delle cartiere Fedrigoni (Verona), che ha spiegato che il miglioramento del clima aziendale ha permesso in passato un aumento dell’8% della produttività di uno stabilimento. «Investire sul benessere significa - sottolinea Mario Bassini - migliorare i risultati e incidere sui costi».

 
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