| Tagli, sono veneti i Comuni più colpiti |
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| Martedì 08 Giugno 2010 10:24 |
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sindaci_dal_sito_del_corriere_del_veneto Nel giorno in cui l’Ifel, la fondazione per la finanza locale dell’Anci, mette in fila sul Sole24Ore i tagli imposti ai Comuni dalla manovra del governo, il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti torna nel suo Veneto, la regione più bistrattata dal provvedimento firmato Tremonti, per incontrare nella vecchia chiesa di Rubano i sindaci raccolti in preghiera: «Per piacere, non fateci chiudere». Il rosario che stanno sgranando è quello delle poste di bilancio da ritoccare in fretta per raggiungere gli obiettivi fissati da Roma, nel rispetto del patto di stabilità: risparmi per 1,5 miliardi il prossimo anno e per 2,5 miliardi nel 2012. A finire in ginocchio sono ancora una volta i Comuni più piccoli mentre ne escono con le ossa un po’ meno rotte i capoluoghi. Loreggia, 7 mila anime nell’Alta Padovana, è quella che verserà più lacrime in Italia: dovrà ridurre le sue spese del 60,3%, con una sforbiciata di 362 euro per ciascun cittadino. Ma non c’è solo Loreggia: nei primi 20 posti della mesta classifica dell’Ifel, 12 sono occupati da Comuni veneti. Ma come, non eravamo i più virtuosi dello Stivale? Non c’entra nulla, come ha spiegato Giorgetti alla platea dell’Anci, perché «il patto di stabilità non è selettivo» e cioè non fissa obiettivi «dinamici», aderenti alla reale situazione finanziaria del singolo municipio, ma applica una combinazione matematica e giuridica, fatta di numeri e di norme, che passa dritta per dritta piallando i bilanci, con buona pace dei sindaci spreconi o virtuosi che siano. Nessuno potrà sfuggire ai risparmi forzati, calcolati sulla base dei bilanci consuntivi del 2007 (l’anno è stato indicato a suo tempo dall’Anci nazionale, forse durante il passaggio parlamentare si potrà arrivare ad una media del triennio 2006-2008), semplicemente perché lo Stato smetterà di trasferire i denari in questione. L’effetto previsto dall’Ifel è che la percentuale dei Comuni destinati a sforare il patto di stabilità crescerà in Veneto dal 18% dello scorso anno ad almeno il 50%. A farne le spese saranno i cittadini, che avranno meno servizi e forse tariffe più alte (a cominciare da Cosap e Tia), e le imprese, perché il giro di vite sulle spese correnti bloccherà i pagamenti ai fornitori, mentre quello sulle spese per investimenti rateizzerà quelli alle aziende impegnate, ad esempio, nella costruzione di una palestra o di una pista ciclabile. Possibili deroghe? Poca roba: lo 0,78% rispetto ai residui accumulati nel 2008. Si parla di 300 milioni in tutta Italia, l’anno scorso furono 1 miliardo e 700 milioni. Un aiuto da Zaia? Difficile: la manovra chiede alle Regioni di risparmiare 10 miliardi in 2 anni, avranno già il loro bel da fare. Si chiede Piero Ruzzante, consigliere regionale del Pd: «E’ questo il federalismo fiscale della Lega? E ’ q u e s t o che intendeva Zaia quando in campagna elettorale diceva "prima il Veneto"? Per adesso siamo i primi a subire i tagli indiscriminati che la Lega contribuisce a promuovere quando è a Roma». A Giorgetti (che milita nel Pdl) va dato atto di essere stato chiaro: «In parlamento si discuterà, ma non cambieranno né gli obiettivi, né la loro entità. Non ci fa piacere firmare provvedimenti tanto impopolari - ha detto Giorgetti a Rubano -ma è la congiuntura economica ad imporceli». Se qualche modifica ci sarà, ha spiegato il sottosegretario, inciderà sui meccanismi previsti per raggiungere gli obiettivi fissati, al più saranno presi dei correttivi per sterilizzare effetti paradossali come quelli di Loreggia. «Forse altri interventi si faranno in autunno - ha chiuso - vedremo come evolverà la situazione economica». Il presidente dell’Anci Veneto, Giorgio Dal Negro, ha presentato i cahiers de doléances dei suoi iscritti, riproponendo le soluzioni già abbozzate da settimane: mano libera sugli avanzi di bilancio, possibilità di destinare alle spese correnti gli oneri di urbanizzazione, licenza di ritocco delle aliquote, a cominciare dall’addizionale Irpef e soprattutto creazione del patto di stabilità regionale. Giorgetti ha fatto sapere che «solleciterà Zaia in tal senso» e giusto ieri i consiglieri dell’Udc hanno presentato un progetto di legge chiedendone l’istituzione immediata: «In questo modo - ha evidenziato il capogruppo, Stefano Valdegamberi - libereremmo da subito le risorse finanziarie congelate nelle casse dei municipi». |









