| Un laser a freddo per operare il cervello Il primato italiano è di Mestre |
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| Lunedì 31 Maggio 2010 08:10 |
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Da: Il Corriere del Veneto: MESTRE - Curare con il «laser a freddo» i tumori e le malformazioni vascolari del cervello. L’ospedale dell’Angelo è il primo centro italiano ad aver applicato la nuova tecnica che permette di salvare la vita di persone che finora, nel nostro paese, erano considerati non operabili. La Neurochirurgia dell'ospedale veneziano ha già superato con successo la fase di sperimentazione: i pazienti sottoposti all'intervento sono infatti già cinque, tutti in grado di riprendere una vita normale. In quattro casi sono stati rimossi dei pericolosi aneurismi giganti, in un quinto è stato asportato un tumore della base cranica. Nel mondo sono solo venti i centri mondiali in grado di portare a termine il delicato intervento: in precedenza, i malati italiani affetti da un aneurisma gigante o da un tumore al cervello dovevano affrontare una spesa che poteva superare i 30mila euro per rivolgersi agli ospedali di Utrecht in Olanda o di Helsinki in Finlandia, pionieri in questo campo. Ora anche Mestre diventa un punto di riferimento, tanto che tre dei primi pazienti provenivano da fuori regione. «Abbiamo curato una donna di 53 anni che si era rivolta a noi - spiega Giuseppe Trincia, direttore della Neurochirurgia e del dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Ulss 12- dopo essere stata già sottoposta, a Genova e a Milano, a due tentatativi falliti di intervento ed era stata colpita da una progressiva cecità ». L'operazione, particolarmente complessa, può durare più di nove ore «richiedendo la massima collaborazione - sottolinea Trincia - di neurologi, neuroradiologi, chirurghi vascolari, anestesisti e del personale in sala operatoria». L'intervento prevede infatti l'applicazione di una sorta di arteria «passante», ottenuta dalla vena safena della gamba, che viene fissata dai neurochirurghi con il laser a freddo, permettendo di asportare in sicurezza l'aneurisma celebrale o il tumore. «La tecnica consiste nell'eseguire un by-pass tra l’arteria carotide al collo e le arterie all’interno del cervello, senza mai interrompere - spiega Carlo Conti, responsabile dell'Unità operativa Neurochirurgia vascolare e funzionale dell'ospedale mestrino - il flusso del sangue al cervello e scongiurando così tutte le complicazioni gravemente invalidanti connesse alla mancata circolazione». I rischi sono limitati. «Per evitare un'eventuale ostruzione del by-pass i pazienti - aggiunge Conti, che ha seguito uno specifico addestramento presso l'università di Utrecht - sono soggetti per una settimana ad un trattamento farmacologico anticoagulante ».
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