| Sanità, da Roma 36 milioni in meno Zaia ai dg: «Dovete ridurre le spese» |
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| Venerdì 28 Maggio 2010 08:23 |
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Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA—Per la sanità veneta la manovra governativa si traduce in 36.518.000 milioni in meno nel riparto 2010 del fondo nazionale di settore rispetto alla cifra annunciata. Quest’anno Palazzo Balbi avrebbe infatti dovuto ottenere 247.518.000 euro in più sugli 8.078.296.000 euro del 2009, invece ne riceverà solo 211 in più. «A me risulta che 26 milioni sono finiti nel calderone destinato a supportare le Regioni in difficoltà, mentre degli altri 10 persi non ho ancora dati ufficiali, li chiederò—dice l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, ieri a Roma —. Con meno risorse sarà più difficile per tutti gestire il bilancio della salute, ma i miei dirigenti stanno preparando un piano per una razionalizzazione indirizzata a una migliore operatività a costi contenuti. L’obiettivo è eliminare il superfluo. Venerdì (domani, ndr) verifico tale proposta e la prossima settimana la presento al governatore Luca Zaia». Tutti gli anni ai direttori generali delle 24 aziende sanitarie viene chiesto di tirare la cinghia, eppure nel 2009 le spese di produzione hanno toccato i 10 miliardi e 282 milioni di euro, con un aumento del 3,2% (316 milioni) rispetto al 2008. Crescita fisiologica, dato che la spesa sanitaria nazionale segna un rialzo del 3,5%-4% all’anno. «Risparmieremo dove si può — annuncia Zaia — ci stiamo lavorando. In un momento di difficoltà dobbiamo fare squadra, se i minori gettiti statali creeranno un buco, lo tapperemo. Ero preparato, vado tutte le settimane a Roma e sono conscio del sacrificio generale necessario a uscire dalla crisi». l presidente non intende però bissare la spiacevole esperienza di quest’anno, con un rosso di 25 milioni ricevuto in eredità dalla giunta Galan e relativo richiamo da parte del governo. E così ha riunito i direttori generali per chiedere un ulteriore contenimento delle spese. I manager hanno già presentato i bilanci di previsione 2010, dai quali risulta un deficit complessivo di oltre 300 milioni di euro, da ridurre, come tutti gli anni. Domani, lunedì e martedì ognuno di loro si presenterà in Regione, a ricevere indicazioni su come e dove tagliare per arrivare a disavanzi più «ragionevoli». «Zaia ci ha chiesto un "rosso" ripianabile dalla giunta — spiega Valerio Alberti, coordinatore dei dg — ma siamo in difficoltà a diminuire ancora i costi. Lo abbiamo sempre fatto, pur mantenendo inalterata la qualità del servizio, prima di assumere tre infermieri facciamo i salti mortali, grossi margini di manovra non ce ne sono. Bisogna allora agire su quattro fronti: Palazzo Balbi deve operare sulla rete ospedaliera e poi su tariffe, accordi e Drg (rimborsi per le prestazioni, ndr). Insieme alle aziende potrà inoltre programmare meglio la diffusione dell’alta tecnologia e dei trattamenti ad alto costo, da affidare a centri specializzati disposti però a metterli a disposizione anche delle realtà più piccole. Le Usl cercheranno di risparmiare su farmaci e presìdi». Una ricetta la snocciola pure il presidente della commissione Sanità, Leonardo Padrin: «Ci sono aziende che denunciano spese diverse a fronte di servizi analoghi. Bisogna fare in modo che si impieghino meglio le risorse, perché oggi alcune Usl spendono bene e altre meno».
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