Home Notizie a Mestre Città Sociale Regione, sì al taglio del 5% Ruffato: «Sul sito tutti i nostri stipendi»
Regione, sì al taglio del 5% Ruffato: «Sul sito tutti i nostri stipendi» PDF Stampa E-mail
Martedì 18 Maggio 2010 09:33
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Da: Il Corriere del Veneto:

VENEZIA - Dicono che questa volta ce la metteranno tutta per sforbiciarsi lo stipendio. Tanto che il taglio dei compensi dei politici regionali sarà all’ordine del giorno, giovedì, della prima conferenza dei capigruppo consiliari. Manca ancora l’ufficialità, dato che la convocazione recapitata ieri parla soltanto di costituzione delle commissioni e programmazione dei lavori, ma il presidente del consiglio Clodovaldo Ruffato assicura di voler fare sul serio: «Se c’è da fare sacrifici dobbiamo essere i primi amuoverci ». Con i colleghi incontrati a Roma, al Forum della Pubblica amministrazione, il numero uno di Palazzo Ferro Fini ha addirittura abbozzato un’iniziativa uniforme fra i consigli di diverse Regioni. Demagogia, potrebbe obiettare chi ha visto fin troppi ritardi per mettere d’accordo i componenti del solo parlamentino veneziano, in questi anni.

«Difatti non intendo formulare proclami - ribatte il pidiellino Ruffato - per cui sottoporrò subito il tema già all’ufficio di presidenza che si riunisce mercoledì. Occorre modificare la legge vigente, ma se c’è la volontà politica si può essere rapidi. E da parte mia c’è la massima apertura a ragionare sul tema. Intanto, proporrò di mettere on line sul sito del consilio regionale i compensi di tutti i consiglieri e assessori, come atto di trasparenza». Un annuncio che rallegra Antonio De Poli, leader dell’Udc: «È ridicolo parlare di una diminuzione del 5% dell’indennità, perché alla fine parliamo di non più di 500 euro. Il vero risparmio si ottiene dimezzando i rimborsi spese, che possono arrivare anche a quattro o cinquemila euro al mese. In ogni caso per indire un consiglio regionale, votare un testo e vederlo pubblicato non servono tanti giorni».

C’è da dire che molti consiglieri regionali non riterrebbero necessario un provvedimento specifico: siccome la loro indennità è parametrata per il 65% a quella dei parlamentari, se davvero onorevoli e senatori di decurteranno il 5%, come proposto dal leghista Calderoli, automaticamente la forbice agirebbe anche a Venezia. Fino a un mese è disposta ad aspettare Laura Puppato, capogruppo del PD: «Smettiamola con gli annunci-spot. Convochiamo la commissione competente e facciamo il punto sugli importi effettivamente percepiti, dopodiché adeguiamo quelle cifre agli standard europei ». Anche ai sindaci, nei continui richiami della serie «o tutti o nessuno», è stato chiesto di stringere i denti. Ma il leghista Gian Paolo Gobbo, dallo scranno più alto del municipio di Treviso, frena: «Stiamo a vedere che succede. Direi però che prima di chiedere tagli alle Province e ai Comuni, e soprattutto a quelli sotto i quindicimila abitanti, sarebbe il caso che dessero il buon esempio i magistrati, i parlamentari e i consiglieri regionali. Ricordiamoci le responsabilità che hanno gli amministratori locali, con compensi molto inferiori e senza garanzie di pensione».

Concorda dalla Federazione della sinistra Pietrangelo Pettenò, che chiede «certezze sulla destinazione dei soldi risparmiati » e rimarca: «Dimezziamo pure il mio compenso. Ma domandiamoci anche se siano più scandalosi i miei 105 mila euro all’anno o lo stipendio del manager, nominato dalla politica, che ne prende 150 mila per sovrintendere al controllo dello sperma dei tori». In sella al Carroccio sospira il capogruppo Federico Caner: «Sarebbe positivo se la riduzione fosse la prima o tra le prime votazioni che porteremo. Daremmo ai veneti un segnale sull’operatività del consiglio della nona legislatura ». Dicono che ce la metteranno tutta, insomma. Oalmeno, ci proveranno.

 
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