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Maxi-pubblicità, Eni in Seminario PDF Stampa E-mail
Venerdì 14 Maggio 2010 11:49
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Da: Il Corriere del Veneto:

VENEZIA — Un telone di venti metri per dieci sul lato del Canal Grande, un altro di tredici per dieci che si affaccia sul canale della Giudecca. Il tutto per un anno. Tempo di terminare i restauri delle rispettive facciate del Seminario patriarcale accanto alla basilica della Salute. Tornano le maxi pubblicità, e questa volta ad utilizzarle è la curia. Che tra qualche giorno vedrà issarsi il cane a sei zampe dell’Eni con la scritta Gas and Power. Fondo blu da un lato, fondo arancio dall’altro. Incasso stimato a fronte della (grande) visibilità: un milione e mezzo di euro. La città si era appena abituata (più o meno) alle mega pubblicità e ora la questione ritorna a tenere banco. Con un’installazione seconda per impatto solo a quella di Palazzo Ducale e di Ponte dei Sospiri.

In una location tra le più prestigiose — e visibili — dell’intero centro storico: il primo tratto del Canal Grande, tra la restaurata Punta della Dogana e la basilica della Salute. E la vetrina che più vetrina non si può se l’è aggiudicata, attraverso la concessionaria milanese della Sri Group, l’Eni. Che in questo modo torna ad investire su Venezia. Stando ai parametri di mercato la cifra che l’azienda per l’energia potrebbe dare alla curia in cambio della visibilità sui due canali è di un milione e mezzo di euro. Fondi che andrebbero se non a coprire totalmente comunque a contribuire in gran parte al restauro delle due facciate del palazzo patriarcale in cui ha sede anche il Marcianum. Come per le altre affissioni, a parte quella di Palazzo Ducale (in quel caso c’è la deroga per pubblica incolumità), anche la pubblicità sul Seminario dovrà sottostare alle regole decise da Sovrintendenza e Ufficio Marketing del Comune, accordo che prevede che lo spazio dedicato allo sponsor non superi il 30 per cento dell’intero ponteggio. In un caso il cane a sei zampe su fondale blu sarà di dodici metri per sei e nell’altro di dieci per cinque. Misure comunque imponenti che, non appena avranno visibilità, torneranno ad accendere il dibattito in città. Tanto più che a commissionarle questa volta è stata la curia la cui sacralità dei luoghi in passato (vedi San Simeon piccolo) aveva acceso il dibattito su pubblicità- sì pubblicità-no. Ma tant’è. Per un anno il Canal Grande da una parte e il canale della Giudecca dall’altra avranno quindi due macchie di colore in più e il marketing più moderno che si inserirà tra i palazzi cinquecenteschi. Al Comune dall’operazione non dovrebbe arrivare un solo euro in cassa. Avendo deliberato (è uno degli ultimi atti della giunta Cacciari) di non richiedere i 147.513 euro previsti per il relativo canone pubblicitario.

 
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