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La Regione taglia 65 dipendenti PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Maggio 2010 08:22
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Da: Il Corriere del Veneto:

VENEZIA — Dimagrire e ringiovanire. Voilà, coniato lo slogan per la cura dimagrante e «svecchiante» della Regione Veneto. Tutto come previsto dalla circolare Brunetta, con una delibera di giunta, il Veneto ha reso operativa: tra quest’anno e il prossimo andranno in pensione 65 persone che non saranno rimpiazzate, 45 sfruttando lo «scivolo » della circolare Brunetta (i dipendenti con 35 anni di contributi hanno la possibilità di andare in pensione con 5 anni d’anticipo rispetto ai 40 di contributi), 20 per aver raggiunto i 40 anni di contributi o i 65 d’età. Tra loro ci sarebbero anche tre super vertici della «macchina» regionale: Antonio Menetto, storico segretario della giunta, Roberto Casarin, uomo dei «fanghi del porto», segretario regionale all’Ambiente e Sergio Trevisanato, segretario regionale alla Formazione.

E ancora: un bel freno ai «comandi» in entrata (attualmente sono 40), i «prestiti » da altre amministrazioni: «Quando finiranno i contratti in essere — spiega Menetto— non verranno rinnovati ». Con questo «giro» la Regione risparmierà 4 milioni di euro e si prepara a dare una svolta alla macchina regionale. A fine giunta il presidente Luca Zaia l’ha definita una «riduzione dei costi»: «Abbiamo cominciato — ha spiegato il governatore — a rimettere mano alla pianta organica della Regione». Più specifico il vicepresidente Marino Zorzato: «Siamo forse i primi che hanno messo in pratica la circolare Brunetta sulle pensioni (emanata alla fine dello scorso ottobre, ndr). Con 65 persone (su 2.700 dipendenti, ndr) ora ci poniamo un problema di opportunità per capire cosa possiamo fare ora, per riuscire a fare quello che facevamo prima con minori costi. Il percorso è appena cominciato. Guarderemo all’interno delle direzioni per capire quanto possiamo ancora "dimagrire". Per il momento concorsi non ce ne saranno, ma appena potremo, tutto il nuovo che possiamo mettere dentro dev’essere giovane. Per "svecchiare" non c’è nessun modo alternativo a questo, non discutiamo della qualità di chi ci lascia: anzi, lascio a questi nostri amici una vecchiaia serena e piena di hobby, noi abbiamo bisogno di guardare avanti. Presunzione la nostra? Nei prossimi mesi vedremo».

Il risparmio di 4 milioni potrebbe tornare utile se il Veneto vincesse il braccio di ferro con Salsomaggiore per la finale di Miss Italia. Sono ore di grande contrattazione: lunedì una delegazione veneta col capo di Gabinetto di Zaia è volata a Roma per un incontro tecnico con la Rai, ma nell’aria ci sono trattative a sei zeri. Il presidente ci tiene tantissimo, ma ieri ha anche messo le mani avanti: «Stiamo discutendo. Se si fa non è solo per avere un concorso di bellezza, lo facciamo per avere una mega promozione. Se ci vogliono dare Sanremo noi siamo qui. Perché questi sono i due grandi eventi della Rai e per quegli eventi le tariffe pubblicitarie schizzano. Puntiamo a fare un affare se ce lo fanno fare. Se dobbiamo pagare di più di quello che pagheremmo per sponsorizzazioni, allora non ci interessa: i budget di adesso non sono quelli da vacche grasse». Però è innegabile che la volontà della Regione targata Zaia sia di accaparrarsi un evento grosso. In mancanza, benissimo anche gli alpini. Come? Con un raduno all’anno per sette anni, uno per ogni provincia del Veneto. «Noi siamo qua—dice il presidente — e gli alpini devono sapere che il Veneto è casa loro ».

Sara D’Ascenzo
 
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