| Venezia. Alcoa, stop alla produzione di alluminio a Fusina: «Ma posti salvi» |
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| Martedì 11 Maggio 2010 08:13 |
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Da: Il Gazzettino:
«La produzione di alluminio primario non può proseguire nello stabilimento di Fusina (Venezia), ma non vogliamo fare nessun licenziamento». Lo ha specificato l'amministratore delegato di Alcoa Italia, Giuseppe Toia, durante il tavolo governo-azienda-sindacati sulla vertenza Alcoa, ieri a Palazzo Chigi. «L'incontro ha portato al massimo risultato che si poteva ipotizzare, Alcoa non solo resta in Italia ma resta in tutti e due i siti produttivi con un importante piano di investimenti e conservando i livelli occupazionali». Lo ha aggiunto un portavoce della società al termine dell'incontro. Il portavoce ha precisato che «quella dell'alluminio primario in Veneto è solo una chiusura temporanea, e noi speriamo in una possibile ripresa, ma comunque non si toccano ilivelli occupazionali: 30 addetti resteranno attivi nel settore, altri saranno assorbiti nel settore laminatoio e altri ancora accompagnati al pensionamento». L'azienda ha presentato a governo e sindacati il piano industriale per il nostro Paese: confermate le indiscrezioni, con investimenti complessivi di circa 60 milioni di euro in tre anni, di cui 20 per Fusina e 40 per lo stabilimento di Porto Vesme in Sardegna. Un piano che garantisce la piena occupazione e nessun esubero. «Alcoa resta in Italia», ha garantito nel corso dell'incontro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta. Giudizio complessivamente positivo dai sindacati, con Cisl, Uil e Ugl che sottolineano l'importanza dell'aver salvaguardato i livelli occupazionali. Unica nota "dolente" lo stop per la produzione di alluminio primario nello stabilimento di Fusina, in Veneto: anche se, assicura l'Alcoa, questo non avrà ripercussioni sui posti di lavoro. Una rassicurazione che non convince la Fiom, unica tra le sigle sindacali a uscire insoddisfatta dall'incontro: per il segretario nazionale Cremaschi «il governo è venuto meno all'impegno di far avere energia a tutto il gruppo Alcoa a condizioni e prezzi competitivi: questo succede solo per lo stabilimento sardo, mentre a Venezia ci sarà la chiusura di mezzo stabilimento» e dunque, sostiene Cremaschi, «l'occupazione non è salva, perché si chiude un reparto a Fusina». |









