| Ateneo Veneto, sì della Regione ai rettori |
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| Martedì 11 Maggio 2010 07:56 |
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rettori--190x130 Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA—L’Ateneo del Veneto ha molte possibilità di trasformarsi in breve tempo da ottima idea in qualcosa di concreto. Lo lascia intendere il governatore del Veneto, Luca Zaia, le cui parole in proposito non lasciano adito a dubbi: «Penso che i tre rettori delle università venete che hanno lanciato la proposta siano principi illuminati, perché interpretano il sentimento del momento storico. Questo è il germe del Federalismo che sta dando i suoi primi frutti, perché il territorio sta prendendo coscienza della sua forza. Ben venga che il laboratorio federalista veneto parta dal salotto dell’eccellenza universitaria. Mi si apre il cuore al pensiero di contribuire alla formazione di una nuova società. Incontrerò presto Carlo Carraro, Giuseppe Zaccaria e Alessandro Mazzucco. E dico già adesso che voglio essere della partita». La partita è di quelle importanti, in grado di cambiare la storia della formazione universitaria e della ricerca in Veneto. L’idea lanciata dai tre rettori di Ca’ Foscari (Venezia), Padova e Verona è quella di un circuito universitario poliedrico che includa in un unico sistema le quattro università regionali (ma lo Iuav, in proposito è scettico), convogliandole sotto un unico direttivo regionale, una Fondazione universitaria veneta, che si occuperebbe di coordinarle, pur mantenendone le relative specificità. In quest’ottica, è fondamentale il ruolo della Regione: in primis per una mera questione di finanziamenti (ma non più a pioggia, bensì mirati a progetti condivisi); in secondo luogo per aumentare il profilo territoriale del futuro Ateneo del Veneto. «Di questi temi - riprende Zaia - ho già parlato anche con il presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat. Il filo da seguire è quello che parte dall’orientamento, passa per la formazione e la ricerca e arriva ai servizi per l’impiego. Se orientiamo e formiamo male, creeremo dei disoccupati. Per questo, con Tomat abbiamo deciso di puntare su lauree compatibili con le esigenze del territorio. Sia chiaro, io sono per la libertà di scelta per tutti gli studenti, ma in Veneto noi abbiamo il dovere di dire come stanno le cose, proprio per aiutare i giovani a compiere scelte oculate». Università, Regione e Confindustria: sono questi gli attori che dovrebbero portare a termine il progetto dell’Ateneo del Veneto. Ovviamente c’è bisogno anche di finanziamenti e su questo aspetto il governatore Zaia, pur non sbilanciandosi apertamente, lascia intendere che qualche soluzione la si può trovare. «Dopo aver incontrato i rettori - dice - parlerò del progetto con le forze politiche di maggioranza e all’interno del Consiglio regionale. Voglio che la scelta di appoggio all’idea sia ampiamente condivisa. Poi, con gli imprenditori si può studiare qualche forma di finanziamento, senza dimenticare che Veneto Sviluppo possiede un tesoretto di 120 milioni di liquidità... qualcosa può essere messa a disposizione ». I presupposti sono dunque buoni. Zaia esalta il «Federalismo universitario» come l’espressione più alta della riforma ed è consapevole del fatto che solo investendo adesso in ricerca e formazione «si potranno aiutare le imprese venete, una volta terminata la crisi, a riprendere un cammino solido e motivato nel mercato del lavoro».
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