| Orsoni lancia la sua Venezia «Officina del mondo nuovo» |
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| Mercoledì 28 Aprile 2010 07:44 |
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Da: Il Corriere del Veneto:
Una «grande officina della contemporaneità » che può diventare «capitale della nuova era», «città paradigma» e «uno dei luoghi simbolo del mondoin cui si annuncia o si costruisce il futuro». La descrive così la «sua» Venezia il sindaco Giorgio Orsoni. E questo annuncia al primo consiglio comunale che si è tenuto ieri pomeriggio a Ca’ Loredan e che lo ha visto giurare alle 16.15 davanti ad assessori, consiglieri (44 su 46) e un po’ di platea tra cui il deputato della Lega Nord Corrado Callegari, la moglie Agnese e la figlia Elisabetta sedute in prima fila. Davanti a loro ma non davanti al suo ex sfidante, il ministro Renato Brunetta che solo ieri ha inviato formalmente le proprie dimissioni da consigliere lasciando così la propria poltrona vuota (entrerà Giovanni Giusto della Lega). Un intervento lungo venticinque cartelle, quello di Orsoni, che è seguito all’elezione di Roberto Turetta a presidente e a quella di Giorgio Reato (Pd) e Saverio Centenaro (Pdl) a suoi due vice. Per l’ex presidente della Municipalità di Marghera 28 voti (compreso il suo) contro i 16 del candidato dell’opposizione Renato Boraso (16 voti compreso il suo) e un solo astenuto (Marco Gavagnin del movimento Beppe Grillo). Ma al di là delle cariche, è stato proprio il discorso programmatico del sindaco a occupare il posto di primo piano dell’intera seduta alla quale hanno partecipato per la prima volta 23 consiglieri. Ampi stralci tratti dal programma elettorale, qualche inciso a braccio, e nove punti scritti in grassetto: Lavoro, Turismo, Cultura, Famiglia Scuola Solidarietà Sicurezza, Infrastrutture materiali e immateriali, Semplificazione e Trasparenza, Partecipate, Legge Speciale, Ambiente-territorio. Nove temi attorno ai quali nei prossimi cinque anni il sindaco vuole mantenere tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Con una «coalizione inedita» con cui, sottolinea Orsoni, «ha vinto il dialogo, la discussione, il confronto, e ha prevalso una forza popolare e non populista». Coalizione inedita e, va da sé, «apertura di un nuovo ciclo politico amministrativo ». Al centro, la questione del lavoro a cui verrà affidata una delega consiliare (Sebastiano Bonzio?). Lavoro che significa Porto Marghera («no a nuovi inceneritori»)maanche artigianato, cantieristica e portualità minori. Ai primi posti del programma anche il turismo («spingere su iniziative per fidelizzare il turista») e la cultura intesa non tanto come vetrina ma come produzione attraverso l’attrazione di giovani artisti. E poi attenzione alla famiglia, ma intesa «nell’accezione più larga», diritto alla salute (altra delega in arrivo) Casa, Semplificazione (con tanto di citazione del suo maestro Feliciano Benvenuti) a partire dalle aziende partecipate, e Legge Speciale con cui da oggi dovrà fare i conti assieme al ministro Brunetta a cui è stata assegnata la delega governativa. «Una lavoro immenso» dice Orsoni che bisognerà però affrontare «uscendo dalla prospettiva di gestione emergenziale». Primo discorso e prime repliche da parte dei capigruppo Alberto Mazzonetto, Michele Zuin, Claudio Borghello, Stefano Zecchi, Beppe Caccia, Sebastiano Bonzio, Giacomo Guzzo, Marco Gavagnin, Simone Venturini e Gigi Giordani. Escluso unbattibecco tra Caccia e Boraso e le critiche mosse dal capogruppo dei socialisti Giordani a Orsoni («un’esclusione dalla giunta incomprensibile, la nostra»), gli interventi sono filati via su linee prevedibili. Opposizione responsabile e vigile da una parte (unica frecciata di Mazzonetto a Marco Agostini: «Dovrebbe fare il comandante dei vigili a tempo pieno e non occupare anche il ruolo di direttore generale» mentre ieri in giunta è stato affidato formalmente anche a questo incarico), maggioranza di sicuro sostegno anche da parte di chi in giunta non c’è, come Rifondazione, che ha parlato di quest’esperienza veneziana come di un «esempio che può parlare al Paese».
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