Home Notizie a Mestre Città Sociale Emergenza abitativa, un convegno per le nuove politiche degli affitti
Emergenza abitativa, un convegno per le nuove politiche degli affitti PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Marzo 2010 09:17
dorsoduro_venezia

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La crisi economica colpisce anche il ceto medio e ingrossa la fascia dei cittadini che si rivolgono agli sportelli sociali per chiedere un sostegno. Famiglie numerose, lavoratori a tempo determinato, giovani, anziani soli, ingrossano le file della cosiddetta 'zona grigia' che non riesce più a pagare un affitto a libero mercato. Ma i Comuni hanno risorse e servizi per rispondere a questa emergenza sociale? Per discutere di tutto ciò si è tenuto a Ca' Corner, il convegno “Una nuova politica degli affitti: le proposte dei Comuni”, organizzato dall'Anci e dal Comune di Venezia con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri delle Infrastrutture, dell'Economia e Finanze, della Cassa Depositi e prestiti Sgr, dell'Unione piccoli proprietari e dell'Associazione inquilini, della Confedilizia, di ricercatori, ma anche delle organizzazioni sindacali e dei sindacati pensionati.

Dopo il saluto dell'assessore provinciale al Bilancio, Pierangelo Del Zotto ha preso la parole il segretario generale Cittalia, Pierciro Galeone che ha illustrato il 'panorama casa' in Italia. Oltre l'80% della popolazione possiede la propria abitazione, solo il 18% degli italiani vive in case in locazione, ma ora molti non riescono più a far fronte al costo dell'affitto che, dal 1991 al 2009, è aumentato del 105%, mentre il reddito, nello stesso periodo, è cresciuto del 18%.

L'assessore comunale alle Politiche della Residenza, nel suo intervento ha ricordato che a Venezia il tema della residenza è in cima alle richieste che i cittadini pongono agli Amministratori. “Si torna a parlare di casa, fino al 2007 la questione era sparita dall'agenda politica, poi con la crisi, il disagio abitativo si è esteso al ceto medio, che fino ad allora era riuscito a trovare alloggi nel mercato immobiliare privato. Si tratta quindi di definire un Piano che abbia come primo obiettivo il recupero degli alloggi pubblici sfitti. Qui a Venezia, delle 10 mila case pubbliche (5200 dell'Ater e 4800 del Comune), solo 12 sono quelle di proprietà comunale vuote perchè necessitano di interventi radicali”.

L'assessore ha quindi sottolineato il positivo rapporto instaurato tra associazioni inquilini e proprietari, grazie a cui è stato possibile la gestione degli sfratti; l'accordo per l'applicazione dei patti territoriali; gli interventi della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate per il controllo dei requisiti di coloro che usufruiscono di alloggi e contributi dati dal Comune. Infine ha concluso dichiarando: “Sono in forte dissenso con l'ipotesi di dismettere il patrimonio residenziale pubblico. Siamo lontani dai Paesi europei che possiedono il 20% del patrimonio immobiliare, con punte anche del 36% come in Olanda. Ci sono 650 mila persone in Italia in attesa di case popolari. Sarebbe una follia disfarsi degli alloggi, anche perchè bisogna vendere almeno 6 appartamenti per realizzarne uno di nuovo. Utilizziamo invece lo strumento del social housing, immettiamo nel mercato edilizia ecosostenibile, architettonicamente di qualità, all'interno di spazi verdi, offriamo case a canone calmierato destinandole a soggetti socialmente vari, garanzia di sostenibilità anche economica dell'intervento. Ma per rispondere a questa emergenza le Amministrazioni comunali hanno bisogno di un intervento straordinario dello Stato.”
 
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