| Venezia. 600 operai bloccano la Romea: «Soldi per i giocatori ma non per noi» |
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| Venerdì 08 Gennaio 2010 09:42 |
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Quasi 600 lavoratori della Nuova Pansac sono tornati a occupare ieri, dalle 14.15 alle 16, la Romea, bloccando il traffico tra Malcontenta e Gambarare con striscioni e bandiere. Se un mese fa il blocco della Romea era stato affrontato quasi con timidezza, questa volta l’esasperazione e la tensione erano palpabili. I lavoratori si sono spinti oltre, bloccando anche il transito nella rotonda di Malcanton, creando code di chilometri lungo la Romea e traffico in tilt fino a Marghera e soprattutto verso Chioggia con una coda di più di dieci chilometri che andava oltre Lugo di Campagna Lupia. Alla manifestazione erano presenti anche i lavoratori di Portogruaro che, come quelli di Malcontenta, sono preoccupati per il futuro occupazionale, insieme hanno distribuito volantini criticando la politica aziendale che “sta provocando la fermata degli impianti e mette a repentaglio il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie”.
Esasperazione e preoccupazione accumulate negli ultimi giorni da quando si è appreso che il finanziamento per acquistare le materie prime non è stato fatto mentre il titolare della Nuova Pansac, Fabrizio Lodi avrebbe pagato gli stipendi, anche quelli arretrati, dei calciatori del Mantova Calcio per non perdere punti in classifica. «I calciatori prendono sui 50 mila euro l’anno – protestano i lavoratori – mentre noi non abbiamo visto neppure la tredicesima e il Tfr non arriva da ottobre». A destare preoccupazioni è proprio la mancanza di materie prime, le resine, necessarie a produrre il goffrato per pannolini di cui la Nuova Pansac è un’azienda leader. Le speranze ora sono per Roma. Oggi torneranno a riunirsi, convocati dal Ministero dello Sviluppo economico, la proprietà, le Rus e le rappresentanze sindacali e le Istituzioni, Regione, Provincia, Comuni di Venezia e di Mira. «L’unica strada, a meno che Lodi non estragga dal cappello un piano credibile, - dichiara Massimo Meneghetti segretario provinciale della Femca Cisl - è il commissariamento dell’azienda». La tensione dei lavoratori, mentre camminano sfidando il freddo lungo la Romea, è palpabile e qualche critica arriva anche al sindacato. Di fatto domani la Nuova Pansac non avrà materie prime da lavorare. «Domani, operativamente, ci sarà una sola linea produttiva aperta su 44 presenti a Malcontenta – spiega Massimo Borgacci delle Rsu – mancano le resine senza delle quali non possiamo lavorare. In questi giorni abbiamo lavorato a metà regime, con le resine che avevamo, ma ora sono esaurite. Sono l’intervento del Ministero può salvarci». Dello stesso avviso anche Luca Ceolin, anch’egli delle Rsu di Nuova Pansac che incalza: «Siamo stanchi delle solite promesse. Vedere il magazzino delle materie prime vuoto non è certo edificante per chi viene qui a lavorare. Se continuiamo di questo passo – sottolinea Ceolin - perderemo anche i clienti che fino ad oggi non sono mai mancati. La Nuova Pansac infatti grazie al suo brevetto non risente delle crisi economica». Ma da parte di alcuni lavoratori arriva qualche critica anche ai sindacati. «Anche questa volta, come a inizio dicembre – spiega Tiziano Ingiostro esprimendo il pensiero di altri colleghi – scioperiamo quando le linee produttive sono ormai ferme e non abbiamo nulla di che lavorare. Se lo sciopero l’avessimo fatto prima, quando le voci e i problemi finanziari dell’azienda erano già comunque noti, ma eravamo in piena produzione, forse avremmo creato qualche problema in più alla proprietà e magari ci avrebbero ascoltato». Da: Il Gazzettino |









