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Writers all'ex convento degli Eremitani... PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Ottobre 2009 09:35
ex_convento_degli_Eremitani

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Scritte veloci, eseguite con spray colorati, possono costare fino a 30mila euro: a tanto ammonta la stima dell'intervento necessario per ripulire dall'opera di ignoti “writers” la facciata e il lato dell'ex convento degli Eremitani in Campo Santo Stefano a Venezia, sede dell'Agenzia delle Entrate. Lo ha annunciato oggi il presidente dell'Ance di Venezia, Lionello Barbujo - dato che sarà proprio l'Associazione dei costruttori veneziana ad occuparsi del restauro – durante una conferenza stampa svoltasi alla presenza dell'assessore comunale al Decoro, Augusto Salvadori, e della sovrintendente ai Beni architettonici, Renata Codello.

Il cantiere, che dovrebbe essere avviato a fine anno, per terminare entro la prossima primavera, sarà l'ennesima riprova dell'impegno delle istituzioni nel facilitare ed incoraggiare la pulizia e il decoro di elementi significativi della città e la volontà di una parte degli imprenditori veneziani di contribuire alla sua manutenzione. Ed è  proprio alle categorie economiche che Salvadori si è rivolto, citando l'iniziativa dell'Ance come un pregevole esempio da seguire: per l'assessore è fondamentale che esse si prendano fisicamente cura della città, “adottandone” delle porzioni più o meno cospicue e restaurandole. “Essenziale in tal senso – ha sottolineato Salvadori - la collaborazione tra pubblico e privato, con la Sovrintendenza che può contribuire in modo costruttivo all'approvazione dei progetti di risanamento e l'Amministrazione comunale che può da un lato garantire l'idonea pubblicità al privato che investe nel restauro e dall'altro costituirsi parte civile, nei casi in cui venissero identificati gli autori degli scempi ai monumenti”.

I dettagli tecnici dell'intervento agli Eremitani dalla sovrintendente Codello:  “il piano di pulitura è molto più complesso di quanto non si possa pensare. Si tratta di individuare le componenti chimiche dei diversi spray, per capire quali tipi di solventi usare, e si deve poi intervenire in maniera differente a seconda della superficie che va ripulita”. La facciata dell'ex convento è infatti in cemento, un materiale poroso che implica una rimozione in profondità, mentre la pietra d'Istria sul lato è un calcare compatto, su cui bisogna applicare impacchi di solvente che impiegano fino ad un mese per agire. “Come già avvenuto per le colonne di Piazza San Marco – ha concluso Codello – alla fine verrà applicato un film trasparente di protezione, per permettere un'eventuale ripulitura più semplice in futuro”.

“Il problema è proprio quello di evitare che i monumenti vengano nuovamente imbrattati – ha evidenziato in chiusura di conferenza l'assessore Salvadori -. E per questo si deve continuare con la campagna di informazione per il rispetto e il decoro della città, rivolgendosi soprattutto ai giovani, affinché sviluppino un senso civico e un atteggiamento di vigilanza per prevenire comportamenti illeciti che danneggiano Venezia”. 
Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Ottobre 2009 11:01
 
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