| Tornano i divieti in piazza San Marco Stop a borsoni, prostitute e pic-nic |
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| Venerdì 15 Aprile 2011 08:18 |
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pic_nic1--190x130 Da: il Corriere del Veneto: VENEZIA — Al via il riordino delle ordinanze. Dopo lo stop della Corte costituzionale al decreto Maroni, il Comune di Venezia, tra i primi in Italia, corre ai ripari. Troppi i divieti introdotti in città che si sono rivelati efficaci e dunque irrinunciabili. E così in giunta approdano i provvedimenti che metteranno ordine alla questione e garantiranno al Comune di poter continuare a sanzionare — tanto per fare tre esempi — i clienti delle prostitute in terraferma, chi addenta panini seduto sui gradini di San Marco o i venditori che entrano in città con i borsoni. Per affinare i nuovi documenti mercoledì addirittura si è tenuta una riunione tra sindaco, direttore generale, avvocatura civica e comandante della polizia municipale. Quello dei divieti è infatti un terreno scivoloso e l’amministrazione non vuole incappare in nuove bocciature e nemmeno vuole che il giudice di pace annulli le contravvenzioni perché basate su ordinanze nulle. Dopo la bocciatura di parte del decreto Maroni l’amministrazione ha preso in mano una a una tutte le ordinanze che fanno capo al contestato articolo 54, che dava ampi poteri ai sindaci in caso di motivi urgenti. E la scelta è stata quella di procedere secondo due modalità: alcune questioni entreranno a far parte del regolamento comunale, di fatto istituzionalizzando i divieti, per altre invece è scattata la riscrittura delle ordinanze. Lo stop ai borsoni entrerà nel regolamento comunale. Significa cioè che funzionerà come per l’accattonaggio: l’ordinanza che impedisce di chiedere l’elemosina a Venezia si basa infatti su un articolo del regolamento di polizia municipale. Il divieto di contrattare con le prostitute in ben 117 vie della terraferma non dovrebbe invece diventare una regola di Venezia. L’indirizzo dell’amministrazione è quello di rivedere l’ordinanza rendendola di carattere «contingibile e urgente», facendola cioè rientrare nelle disposizioni date dalla Corte costituzionale. La città dovrebbe quindi essere suddivisa per aree e per ciascuna sarà reintrodotto il divieto di contrattazione pena una multa da 350 euro. I quattro locali di via Piave chiusi d’ufficio in anticipo per ragioni di sicurezza dovranno continuare a rispettare le imposizioni comunali. Anche il divieto dei pic-nic in area marciana sarà sistemato. Tempi duri dunque per famiglie e comitive: in questi giorni di estate anticipata in piazza San Marco in tanti infatti hanno ripreso a bivaccare ma nessuno è stato multato.
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