| Il Veneto rispetterà la festa Il 17 marzo come una domenica |
|
|
|
| Martedì 15 Marzo 2011 11:12 |
|
tricolore_appesi Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA - Il Veneto guidato dal leghista Luca Zaia si piega ai dettami dello Stato e, pur dilaniato da anime agli antipodi a seconda del colore delle diverse amministrazioni che lo compongono, giovedì si prepara a festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia esattamente come il resto del Paese. Negozi per lo più chiusi, con le solite eccezioni dei siti turistici o d’arte, come i centri storici di Venezia, Verona e Treviso, dove i negozi potranno aprire senza bisogno di deroghe. Chiusi invece i grandi centri commerciali, che non hanno ottenuto o chiesto la deroga: niente shopping all’Auchan di Mestre, al Valecenter di Marcon, ai centri commerciali del trevigiano, niente spese con lo sconto all’outlet di Noventa di Piave. «La categoria non è contraria alla ricorrenza, che quindi in generale onorerà tenendo giù le serrande — spiega Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto —. Ma, come in tutti i festivi, ci saranno dei Comuni che andranno in deroga. È una scelta libera». La Regione ha ricordato con una circolare che chi opterà per l’apertura il 17 marzo, come San Giovanni Lupatoto e Bussolengo, dovrà poi rinunciare a una delle otto domeniche di shopping disposte per il 2011. Il Comune di Padova ha allora autorizzato i commercianti a lavorare fino alla mezzanotte del 16 (la notte del Tricolore), quello di Vicenza ha concesso il via libera al tradizionale mercato del giovedì, che sarà perciò allestito anche nella festa per l’unità. A casa i dipendenti degli uffici pubblici, benché inizialmente i sindaci del Carroccio avessero annunciato di voler vagliare l’opzione contraria. Ma di fronte alla prospettiva di dover pagare lo straordinario al personale, onere in più difficilmente sopportabile in questo periodo di scure sui trasferimenti statali agli enti locali, sono tornati sui loro passi. «I dipendenti seguiranno i dettami nazionali, ma noi e le nostre giunte saremo regolarmente al lavoro», è l’unico compromesso trovato da Gian Paolo Gobbo, segretario regionale della Lega e sindaco di Treviso, Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, e Attilio Schneck, suo omologo a Vicenza, mentre il sindaco di Verona Flavio Tosi ha detto che farà quanto richiede la legge, ma lui sarà al lavoro come fa durante altre feste. Discorso diverso per le scuole, che resteranno tutte chiuse. «Anche le private — conferma Edoardo Adorno, presidente regionale dell’Associazione nazionale presidi — si adegueranno alla festività nazionale. È doveroso celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia, tanto che in classe è stato avviato un percorso didattico di riflessione. Sarebbe stato un peccato non investire una giornata per sottolineare la solennità dell’evento». Per avvicinarsi al quale la Rete degli studenti medi del Veneto sta predisponendo una serie di iniziative. Domani, per esempio, il liceo classico Tito Livio di Padova e altri istituti superiori della città faranno autogestione. Mega concerto invece in piazza dei Signori, a Treviso, a partire dal pomeriggio. Mentre giovedì a Mestre, in piazza Ferretto, è previsto infine un presidio. Sul fronte dei servizi, i medici di famiglia riposeranno tutto il giorno. Al loro posto lavorerà la guardia medica, come accade la domenica e nell’orario notturno, dalle 20 alle 8. Porte chiuse pure per i 1.100 sportelli di Poste italiane disseminati nelle sette province, mentre i trasporti si comportano diversamente. Bus e tram osserveranno l’orario festivo, quindi a corse ridotte. Una curiosità per l’Actt, l’azienda del trasporto pubblico locale di Treviso, che gestisce anche i parcheggi: mentre i bus saranno a orario ridotto, i parcheggi si pagheranno, contrariamente a quanto accade di solito nei giorni di festa. Per i treni non cambia nulla: il call center di Trenitalia garantisce gli stessi convogli a disposizione nei feriali. Stesso discorso per i musei. «Potrebbero rimanere chiusi quelli statali, che però nel nostro territorio sono pochissimi — dice Stefano Marchioro, direttore dell’Apt di Padova — gli spazi espositivi comunali e privati in genere nei festivi accolgono i visitatori. Nella città del Santo giovedì si potranno vedere gratuitamente dalle 9 alle 19 il Palazzo della Ragione, il Museo del Risorgimento, quello degli Eremitani, il Museo della terza armata. Più, a pagamento, la Cappella degli scrovegni. Tutte opzioni disponibili anche il 16, ma fino alle 22». A Venezia, dove i musei statali saranno aperti regolarmente, la notte tra domani e giovedì il museo Correr, il museo Archeologico e le sale monumentali della Marciana resteranno aperti fino alle 22. Infine in ordine sparso gli impianti sportivi dei circuiti comunali: a Mestre e Venezia tutte le piscine saranno regolarmente aperte con i corsi previsti, lo stesso a Preganziol per la piscina Stile Libero, mentre a Treviso il natatorium comunale resterà chiuso. Libera scelta, infine, per i tabaccai, che potranno tenere aperto (o no).
|









