| "Passi Sospesi"_ Carcere e Teatro |
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| Mercoledì 09 Settembre 2009 20:37 |
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Per il secondo anno consecutivo il “Progetto Papillon: prodotti dalle carceri veneziane per la 66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica" è presente con un suo stand all’interno del Garden Movie Village: si tratta di un altro frutto della collaborazione tra la Fondazione La Biennale di Venezia e le varie realtà presenti sul territorio. Questo pomeriggio, nell’Area eventi, è stato proiettato il video di Marco Valentini “Passi sospesi” – un documentario che presenta il progetto teatrale che il sociologo, regista e pedagogo teatrale Michalis Traitsis ha condotto dal 2006 al 2007 presso la Casa Circondariale Sat della Giudecca. Il laboratorio teatrale è proseguito poi nel 2008-09 nella Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore, come è stato documentato da un’anteprima del video attualmente in fase di realizzazione.
“Il video testimonia la necessità di dare visibilità a queste importanti iniziative culturali che si sono concretizzate a Venezia – ha spiegato il direttore organizzativo del Settore Cinema della Biennale, Luigi Cuciniello – e il numero di realtà che vi aderiscono non fa che testimoniare la giustezza di questo percorso”. Dopo il successo di un’analoga iniziativa lo scorso anno a breve sarà proiettato in carcere il film che ha vinto la 65 Mostra. Traitsis ha evidenziato il valore sociale e antropologico del progetto che ha coinvolto un gruppo di una ventina di detenuti di diverse etnie, “costretti” a misurarsi nell’espressione di culture diverse comunicate sotto forma di musica, danza e lingua. Uno degli obiettivi prioritari è stato quello di riuscire a trasformare la sofferenza in creatività, usando il teatro per capire meglio sé stessi. Il progetto “Passi sospesi” è il frutto di una sinergia fra Regione Veneto, Comune di Venezia e varie associazioni che operano nel settore. Il primo laboratorio è stato finanziato dall’Assessorato regionale alle Politiche sociali, mentre quello successivo è stato realizzato grazie alle risorse del Comune di Venezia, che ha partecipato fin dal 2006 mettendo a disposizione i suoi operatori specializzati. I due laboratori si sono conclusi con uno spettacolo finale, itinerante il primo anno, aperto al pubblico. Alla tavola rotonda su “Teatro e carcere” coordinata da Vito Minoia (condirettore della rivista “I teatri delle diversità) seguita alle proiezioni c’erano, in rappresentanza del Comune di Venezia, gli assessori alle Politiche sociali, Sandro Simionato, e alla Produzione culturale, Luana Zanella. Simionato ha espresso la sua soddisfazione per i risultati raggiunti, anche grazie alla particolare sensibilità della Biennale di Venezia che ha colto l’importanza di stabilire una relazione forte tra un grande evento culturale e il territorio che lo ospita. “Il fatto che questa relazione sia stata stabilita proprio con una realtà come quella del carcere è fondamentale – ha concluso Simionato – oltre che una scelta coraggiosa. Di fronte alle difficoltà economiche sempre più evidenti è un dovere di tutti quello di mettere in campo tutte le sinergie esistenti.” In particolare è stata sottolineata l’importanza di coinvolgere in questo progetto anche l’Assessorato alla Produzione culturale in modo da favorire e incrementare ulteriormente l’ingresso del mondo della cultura nelle carceri, soprattutto sotto forma di laboratori esperienziali. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Ottobre 2009 12:43 |









