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Festival del Cinema, tutti i film Attesi Clooney e Al Pacino PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Maggio 2010 13:15
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Unite e divise, in un continuo guardarsi a distanza, a farsi i conti in tasca, a sperare che l'una non abbia il film di culto, che l'altra non si apra in tempo per ricevere una delle tante pellicole attese (sulla carta). Cannes e Venezia, Venezia e Cannes: come sempre quando le luci si spengono sulle palme della Croisette, Venezia comincia a sognare i film che dal prossimo primo settembre potrebbero entrare nel lungo cartellone del festival. L'ufficialità arriverà solo il 29 luglio nella consueta conferenza stampa di presentazione della Mostra d'Arte cinematografica, ma già da settimane in laguna rimbalzano le voci di un programma molto a stelle e strisce, con alcuni colpi che hanno fatto innervosire Cannes, quest'anno decisamente sottotono. Tra i più attesi (e più certi) c'è un caro amico di Venezia, affezionatissimo del red carpet del Lido, George Clooney, che a settembre potrebbe presentare «The American» di Anton Corbjin, autore di «The control ». Nel film, girato in Abruzzo nei luoghi del territorio, Clooney s'innamora di Violante Placido, con buona pace di Elisabetta Canalis, che a dispetto delle voci e della passione di Clooney per il poker, continua a essere insieme a lui nelle foto di rito. Le voci non sono del tutto slegate dal fatto che come presidente di giuria quest'anno ci sia Quentin Tarantino.

Venezia, infatti, potrebbe vedere il ritorno alla regia di un autore di culto di film di genere, Monte Hellman, che fu tra i produttori delle «Iene»: il suo «Road to nowhere », horror sui generis, sembra perfetto per far battere il cuore al regista americano. Se tutto va come piacerebbe tanto dalle parti della Biennale (le sezioni per ospitare tutti ci sono,manon tutti arriveranno a Venezia, ovviamente) al Lido si potrebbe rivedere anche Brad Pitt, che questa primavera ha accompagnato la moglie Angelina Jolie per le riprese di «The tourist», con «The Tree of life », film di un altro regista culto, Terrence Malick, l'autore parsimonioso della «Rabbia giovane»: in 30 anni solo cinque film. E a Venezia si potrebbero vedere sfilare sul red carpet anche Al Pacino, atteso col suo film da regista «Wild Salome», e Dustin Hoffman, con «La versione di Barney», tratta dal libro di Mordecai Ricler. Chiudono la lista dei sogni «Somewhere» di Sofia Coppola, anche lei legata a doppio filo a Tarantino (è la sua ex compagna) e «Miral» del regista e pittolre Julian Shnabel: il primo, girato anche in Italia, vede tra gli attori anche Laura Chiatti e comparsate di Valeria Marini e Simona Ventura, il secondo è tratto dal romanzo della giornalista Rula Jebreal, «adottata» dall'Italia e compagna di Schnabel. Grande affollamento anche tra gli italiani. Nell'anno in cui si festeggia (o s'ignora) il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, il più probabile per Venezia sembra Mario Martone con «Noi credevamo» sul Risorgimento; abbonato al festival (e alle polemiche e alle stroncature del Lido) Michele Placido potrebbe portare alla Mostra il suo film su Vallanzasca, mentre si parla insistentemente della «Solitudine dei numeri primi» di Saverio Costanzo, tratto dal romanzo premio Strega di Paolo Giordano, con Filippo Timi e Alba Rohrwacher. Chissà se sarà tra questi il famoso Leone d'Oro che ogni anno l'Italia è «costretta» a vincere (e puntualmente manca).

 
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