Home Notizie a Mestre Città Cinema Ore di ansia per Tinto Brass La Caprioglio: «Lui ce la farà»
Ore di ansia per Tinto Brass La Caprioglio: «Lui ce la farà» PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Aprile 2010 08:16
tinto_brass_2

tinto_brass_2

Da: Il Corriere del Veneto:
VICENZA
- Non è andato in fibrillazione assistendo da vicino alle evoluzioni di Claudia Koll, non ha fatto infarti osservando le nudità di Debora Caprioglio mentre si piegava a raccogliere monetine e non è stato tradito nemmeno da un colpo di tosse seguendo i movimenti di una Serena Grandi nuda come mamma l’ha fatta. Figurarsi se poteva bastare una macchiolina di sangue nel cervello per mettere a tappeto il più famoso regista erotico d’Italia. E infatti Tinto Brass dopo l’emorragia celebrale che l’ha colpito nella notte tra sabato e domenica, in meno di 24 ore è tornato di nuovo stabile. «Ne ero sicura - dice Debora Caprioglio che proprio da Brass è stata lanciata con il film Paprika - è da quasi un anno che non ci sentiamo, ma Tinto resta e resterà sempre Tinto: un uomo di tempra come ce ne sono ormai pochi». Anche se è ancora ricoverato all’ospedale San Bortolo di Vicenza nel reparto di terapia intensiva di neurochirugia e la prognosi resta comunque riservata, i medici hanno fatto sapere che molto probabilmente il regista 77enne non avrà bisogno di essere sottoposto a un intervento chirurgico come invece la situazione faceva inizialmente supporre.
Verso l’una di notte di domenica Tinto Brass aveva infatti accusato un forte malore ed era stato trasportato prima al pronto soccorso di Bassano e poi a Vicenza dove una Tac ha messo in luce un’emorragia cerebrale che i medici hanno definito «di piccole dimensioni». Il principio di ictus ha comportato la parziale paralisi del viso di Brass che al momento ha ancora difficoltà di parola, ma riesce comunque a comunicare, come ha fatto sapere il figlio Bonifacio, gestore della Locanda Cipriani a Torcello, che si dice «abbastanza tranquillo». «Siamo cauti perché il malore che ha colpito mio padre non è da sottovalutare, ma non c’è stato bisogno di portarlo in rianimazione - dice -. E’ lucido. Quando io e mia sorella l’abbiamo visto ci ha riconosciuto e ha risposto alle nostre domande». Anche se non ha parlato dei suoi ormai celebri sigari e non ha nemmeno fatto riferimento alla sua esagerata passione per «l’origine du monde» (il quadro di Gustave Courbet è abbastanza chiaro in merito), dunque tutto fa supporre che nei prossimi mesi l’attività artistica di Brass potrebbe tranquillamente continuare con un film su Valentina di Guido Crepax. D’altra parte l’interesse per quelle «due masse elastiche egualmente distribuite la cui simmetria incantatrice non ammette sotterfugi» (per dirla con Gabriel Chevallier) non sembra averlo mai abbandonato in tutta la vita.

Non è un caso se il malore l’ha colto proprio in un hotel di Marostica verso l’una di notte durante una retrospettiva dedicata al fumetto erotico (con tavole inedite proprio di Crepax per il film che Brass ha in progetto) dopo un lungo pomeriggio passato a visitare la gipsoteca del Canova a Possagno dove pare che il regista si sia soffermato a lungo nella contemplazione del nudo di Paolina Bonaparte. Noto a tutti come regista dell’erotismo, Brass è entrato nella storia del cinema grazie al suo primo film, datato 1963, dall’evocativo titolo «Chi lavora è perduto» prodotto dalla Cinematheque di Parigi. I suoi primi film infatti erano socialmente impegnati e incentrati sul disagio dei giovani a contatto con il potere. La svolta erotica avviene nel 1975 con la pellicola «La chiave».

 
Share
first
  
last
 
 
start
stop
first
  
last
 
 
start
stop
Banner
Banner

Sponsors

Parking Scambiatore Terraglio
Un cuore per tutti