Home Notizie a Mestre Città Fotografia Riapre per un giorno la valle di Hemingway «Qui scriveva»
Riapre per un giorno la valle di Hemingway «Qui scriveva» PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Agosto 2010 13:44
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Da: Corriere del Veneto:

CAORLE— Viaggio nell’oasi che ha accompagnato e ispirato Ernest Hemingway. Nel 111˚ della sua nascita, il mito dello straordinario scrittore americano rivive a Caorle con una mostra fotografica che ricorda la sua permanenza in Veneto, ma anche con un itinerario che ripercorre le sue battute di caccia in Valle Grande, in compagnia dell’amico barone, Raimondo Nanuk Franchetti. Bruciati nel giro di poche ore gli ottanta posti disponibili per l’escursione a numero chiuso di domenica, organizzata dai proprietari della valle per pochi intimi. Gli organizzatori hanno anche pensato al menù dello scrittore, ricostruito attraverso le citazioni nel romanzo «Di là dal fiume e tra gli alberi», e con le testimonianze della domestica, Nina Botoss, che si prendeva cura di lui durante la permanenza a San Gaetano. Tra quanti ancor oggi conservano i ricordi del suo passaggio c’è anche Domenico Ghirardini, detto Nico, che nel 1955 convertì il «casoin » di famiglia per trasformarlo nella trattoria da Nico di San Gaetano: uno dei ristoranti più amati dallo scrittore premio Nobel. «C’era la crisi anche allora - racconta l’ultrasettantenne - la gente andava nei negozi dei paesi e da noi veniva solo per comprare zucchero o la stoffa per le spalline dei reggipetti».

La svolta dunque con una trattoria le cui specialità erano i prodotti di Valle Grande: tagliatelle fatte in casa con fegatini, faraone ed anatre arrosto, l’anguilla. «Qui venivano tutti i più importanti dottori di Padova, andavano matti per il risotto con i fegatini e le rane», continua Nico. «Hemingway venne qui tra il 1955 ed il 1957, anche a lui piaceva molto questo piatto ma passava spesso alle 11 di mattina, si sedeva vicino alla stufa a legna e mi chiedeva una scodella, il mestolo, brodo e un uovo». Lo scrittore amava indossare gli ampi cappotti cerati che usavano i cacciatori in Valle, nei momenti di relax si gustava un uovo crudo versato nel brodo, meditava, annotava i propri momenti di vita quotidiana nella meravigliosa laguna e nella valle di San Gaetano, che nel romanzo «Di là dal fiume e tra gli alberi » (pubblicato nel 1950 in America e solo nel 1965 in Italia per via dello scandaloso amore autobiografico descrittovi tra un 50enne e una 19enne) parla di «silenzi dolcissimi» e rumori «di un cefalo che qua e là guizza a mezz’aria», uccelli migratori che «scendono con larghe volute sulla laguna di Caorle rimasta antica nei suoi umori». «Portava sempre sottobraccio un pacco di fogli e annotava tutto, così come aveva sempre appresso la sua bottiglia di whisky», ricorda Nico. «Era molto riservato.

Qui la gente gli stava alla larga perché sapeva che era un uomo importante e soprattutto amico del barone». Amico col quale Nanuk Franchetti condivideva la passione per la caccia. Nel borgo di San Gaetano Hemingway soggiornò con la moglie Mary nella villa padronale, residenza riservata agli ospiti della famiglia nobiliare. Durante le battute di caccia gli ospiti dei Franchetti soggiornavano invece nella casa in valle, dove non era consentita la permanenza alle donne. Quella stessa Valle Grande, oggi privata come allora, che riaprirà dopo 11 anni le porte al pubblico. Un ristretto numero di appassionati domenica ripercorrerà i luoghi in cui Hemingway ha trascorso i suoi migliori giorni in Italia, citati nel noto romanzo. L’associazione MasterCibus, promotrice della mostra fotografica «Il Veneto di Hernest Hemingway» (centro civico di Caorle sino a domenica 29 agosto) ha lanciato anche il menù preferito dallo scrittore. Cibi poveri come i crostini di baccalà, i bigoli in salsa e l’anguilla ai ferri che gli preparava appositamente Nina Botoss, la domestica dei Franchetti, oltre ai vini che lo scrittore consumava in abbondanza: l’Amarone che Hemingway scopre alla locanda Cipriani, il Valpolicella che nel romanzo definisce vino «cordiale come un fratello con cui si va d’accordo».

 
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