Home Notizie a Mestre Città Fotografia Stop alle maxi-pubblicità in Canal Grande A settembre un nuovo regolamento
Stop alle maxi-pubblicità in Canal Grande A settembre un nuovo regolamento PDF Stampa E-mail
Mercoledì 04 Agosto 2010 10:34
maxi_pubblicit_dal_sito_della_nuova

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Da: La nuova Venezia:
VENEZIA
. Stop alle maxipubblicità selvagge in Canal Grande. La nuova giunta ha deciso di affrontare il tema del «decoro» dei cartelloni pubblicitari che coprono le impalcature. In cambio dell'esenzione alla tassa e della deroga al regolamento comunale - che vieta appunto l'esposizione di pubblicità lungo il Canal Grande - le aziende versano una sponsorizzazione al Comune. O alla Soprintendenza, come successo per i restauri di palazzo Ducale, in parte finanziati dagli sponsor. Una prassi che aveva suscitato violente polemiche per la presunta «svendita» della città al migliore offerente. Italia Nostra, ma anche l'attuale soprintendente ai Beni artistici Vittorio Sgarbi avevano sollevato eccezioni. In qualche caso le pubblicità avevano provocato anche le garbate proteste della Curia, per l'esposizione di una suora in formato gigante sulla facciata di San Simeon Piccolo e poi di modelle seminude nei vari palazzi sull'acqua in restauro.
Nell'ultima seduta di giunta il problema è stato sollevato dal sindaco Giorgio Orsoni e dall'assessore al Turismo Roberto Panciera. «Non si può rinunciare a quegli introiti», ha detto Panciera, «ma la faccenda va regolamentata». Oggi succede infatti che la «qualità» del messaggio pubblicitario non sia esaminata dagli uffici di Venezia Marketing eventi durante l'istruttoria per dare le autorizzazioni. L'indicazione data dalla giunta al dirigente che si occupa di queste cose - il vicedirettore generale Luigi Bassetto. Le prossime richieste dovranno essere decise in base alla qualità.
Una piccola svolta, promessa dal sindaco Giorgio Orsoni in campagna elettorale, e ora pronta a partire. Entro settembre gli uffici dovranno predisporre un nuovo regolamento per l'accoglimento di pubblicità in deroga lungo il Canal Grande.
Dovrà prevedere nuovi limiti di spazio e «decoro» ma si dovranno anche ridiscutere i termini economici della questione. Se è vero che le aziende devolvono al Comune una sposnorizzazione è anche vero che in Canal Grande un marchio esposto per mesi alla vista di milioni di persone viene a costare alla fine poche decine di migliaia di euro. Meno di una pagina a pagamento sui quotidiani nazionali.
 
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