| Intervista a Claudio Bandoli |
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| Lunedì 31 Agosto 2009 14:40 |
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Inauguriamo la rubrica delle interviste ai protagonisti del fumetto veneto facendo la conoscenza di Claudio Bandoli, il 34enne autore dello splendido header di Mes3.it.
Dai banchi di scuola al Piccolo Missionario, passando per una miriade di concorsi vinti, il disegnatore dallo stile morbido e caricaturale disneyano racconta tutta la sua esperienza professionale. Allora caro Claudio, benvenuto su Mes3.it. Ci racconti quando hai capito che ti piaceva disegnare? “Direi da piccolo, anzi, da piccolissimo. Già all’asilo penso. Poi al Liceo Scientifico ho iniziato a disegnare seriamente. E da lì non mi sono più fermato”. Da cosa eri ispirato? “Principalmente leggevo Il Giornalino. C’era un po’ di tutto: storie a fumetti che, solo in futuro, avrei scoperto essere opera dei grandi maestri. I Puffi, Capitan Rogers di Cavazzano, Rosco e Sonny di Nizzi e Alessandrini, Pinky di Mattioli. E poi mi piaceva un sacco anche Snoopy. E poi Asterix. Devo dire che ho iniziato proprio copiando quest’ultimo fumetto”. Come ti sei formato? “Ho preso parte a ben due corsi organizzati dall’Arci a Treviso, nell’ormai lontani 1994 e 1995. Tenuti nientemeno che da Davide Toffolo lo stesso Mattioli. Poi all’Università ho scelto architettura. E nel giornalino della facoltà che avevamo creato, c’era un bel gruppo di autori, tra i quali Matteo Alemanno, fumettista che ora lavora in Francia. Lì ho continuato a disegnare. Ho partecipato poi a numerosi concorsi. Con grande fortuna, ho vinto il premio “Pietro Miccia” per giovani autori a Torino Comics nel 2001. E l’anno successivo sono stato segnalato alla giuria del concorso di Prato. Senza dimenticare Spirito DiVino, concorso che si svolge a Udine, al quale ho preso parte più volte. E dove ho avuto la fortuna di conoscere autori come Alberto Ponticelli (fresco di nomination al premio Eisner, gli oscar del fumetto), Giustina Porcelli ed altri autori cui ora sono legato”. Il tuo ingresso nel “professionismo”, invece, com’è avvenuto? “Proprio grazie a un amico che lavorava con me al giornalino di Architettura, Stefano, il quale collaborava con il mensile Piccolo Missionario. Hanno detto che cercavano gente, ci ho provato e mi hanno preso. Ora disegno un personaggio mio al 100%, il pallone “Gionatan”. E ho disegnato anche “Il Magico Mondo dei Ciclopini” su testi di Roberto Genovesi, oltre ad altri lavori”. Hai dei modelli di riferimento? “Beh, direi senza dubbio Cavazzano, grazie al quale ho capito molte cose sul mio stile. Poi il francese Franquin e il suo Spirou. Mentre devo dire che, per stile di narrazione, apprezzo veri maestri come Gipi o Alan Moore, anche se può sembrare banale”. Quali invece i le pietre miliari della tua vita, fumettisticamente parlando? “Senza dubbio Watchmen. Ha cambiato la visione dei supereroi negli anni ’80. E poi Akira, la divina commedia del fumetto orientale”. Ultimi fumetti letti? “Due graphic novel: Morti di Sonno, di Davide Reviati, Coconino. E Black Kiss di Howard Chaykin, appena edito dalla Purple Press”. Progetti futuri? “Beh, intanto mi sto dando molto da fare con l’associazione Fumetti in TV per la realizzazione del Festival di Treviso. Come autore invece, ho ricevuto una proposta da Gud della Tunuè. E non dimentichiamo la collaborazione proprio con Mes3.it!”. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Ottobre 2009 12:39 |









