Home Notizie a Mestre Città Arte Contemporanea Verso un patto writers-Comune per colorare il grigiore della città
Verso un patto writers-Comune per colorare il grigiore della città PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Ottobre 2010 14:04
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Da. il Corriere del Veneto:

MESTRE — Un occhio alla bomboletta e uno alla città. «Faremo Mestre più bella». A parlare sono i writers di «Urban code», al termine del secondo anno veneziano di «Meeting of styles 2010» l’incontro dei writers di tutto il mondo, che ha visto arrivare lo scorso weekend a Mestre 106 «nomi» internazionali dell’arte dei graffiti. «Dal prossimo anno non ci occuperemo solo di eventi isolati - annunciano i ragazzi - vorremmo fare un nuovo accordo con il Comune di Venezia, per riqualificare alcune zone cittadine con i nostri graffiti». Molto più che una boutade. L’accordo infatti, che per il momento ha mosso però soltanto i primi passi con una convenzione siglata con l’Ente Bosco e grandi parchi, potrebbe diffondersi all’intera città, coinvolgendo aree residuali ma anche zone residenziali, in terraferma così come in centro storico. «Per ora abbiamo avuto l’ok del presidente di Bosco e Grandi Parchi, Caprioglio per rifare l’evento del Meeting of styles anche l’anno prossimo al parco Bissuola, fin dai primi anni ’90 punto di ritrovo di varie realtà giovanili della città, tra cui skaters e writers - spiega Rocco Cacciari di Urban Code - ma con l’ente la convenzione è più ampia. Rinnoveremo infatti molte altre superfici del parco. La vera novità però sarà l’accordo con il Comune di Venezia. Puntiamo soprattutto ad ottenere degli spazi nei quartieri più popolari della città, lì nostri graffiti potrebbero essere una reale riqualificazione».

E se di mappa dei graffiti sembra presto parlare, l’assessore alle politiche giovanili del Comune Gianfranco Bettin però appoggia in pieno l’idea: «Potremmo trovarci con i ragazzi già la prossima settimana per tracciare una mappa dei luoghi possibili - dice - l’idea è quella di orientare l’espressività dei writers riqualificando allo stesso tempo certi ambienti cittadini che ne avrebbero bisogno. Dove? La rosa dei luoghi è quella che verrebbe in mente ad ogni cittadino pensandoci un pò: la Rana a Marghera, la zona industriale, le aree periferiche ma anche alcune zone del centro, un processo cominciato già qualche anno fa ad esempio nell’ex deposito Actv di via Torino (e mai concluso). Certo, dovremo fare delle scelte oculate, piani cittadini alla mano, per non rischiare a riqualificazione finita di chiudere tutto dopo tre giorni come è già successo in passato, ma un’operazione così cambierebbe faccia alla città. Un’occasione importante, poi, per spiegare (e mostrare) a tutti la differenza tra gli atti di vandalismo, come quello della Colonna Marciana e una vera e propria arte, fatta con passione ed impegno».

 
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